Ma quale Ingegneria Informatica?!

31 07 2008

Oggi voglio parlare di Ingegneria Informatica….

….Ingegneria?!Ma quale Ingegneria!

Si, perchè secondo il mio parere l’Informtica non dovrebbe essere considerata una scienza ingegneristica.

Se prendiamo Wikipedia e facciamo una ricerca troveremo immediatamente:

“Ingegneria: scienza applicata alla risoluzione di problematiche che concorrono alla soddisfazione dei bisogni umani; più in generale l’ingegneria è Scienza delle soluzioni. In quanto tale, l’ingegneria è da intendersi come sinonimo di tecnica di alto livello, e non deve essere confusa con le tecnologie, rami che appartengono sia alla scienza che alla stessa ingegneria.

e ancora:
L’ingegneria applicando le norme tecniche fornisce metodi, progetti e specifiche per la produzione(costruzione) di un bene fisico, di un prodotto o di un servizio, e più in generale per lo sviluppo e il controllo di un processo industriale.

Ora cerchiamo Inegneria Informatica:

L’ingegneria informatica è la branca dell’ingegneria che si occupa dell’analisi, dello sviluppo e del progetto dei sistemi per l’elaborazione dell’informazione.
Un ingegnere informatico è quel professionista in grado di svolgere attività nella pianificazione, progettazione, realizzazione, gestione e esercizio di sistemi e infrastrutture per la rappresentazione, la trasmissione e l’elaborazione delle informazioni.
È un esperto delle applicazioni teoriche e organizzative legate all’informatica, con conoscenza di programmazione nei principali linguaggi quali il C/C++ o il Java.

Bene, tutto chiaro, ma passiamo alla pratica:

Prendiamo un qualunque altro Ingegnere che può benissimo essere Civile, Industriale, Elettrico, Meccanico, Edile, Aerospaziale e chi più ne ha più ne metta,

1. una volta laureati, passando l’esame di stato possono iscriversi all’albo degli inegneri ed esercitare così la propria professione con la possibilità di firmare progetti e qundi avere un valore aggiunto per la propria figura.

All’ Ingegnere informatico a che serve la firma? Assolutamente a nulla, quindi è pressoche inutile sostenere l’esame di stato e iscriversi all’albo, se non per essere chiamati Ing. e non solamente Dott.

2. le conoscenze acquisite durante il percorso formativo uniersitario sono un cavallo di battaglia con cui potersi “vendere” alle imprese , perchè se volgiono quel tipo di persona devono per forza sciegliere un Ingegnere.

L’ingegnere informatico è unico nel suo genere? Assolutamente no, ad una software house può benissimo andare bene qualunque altra figura (non laureata) che conosca il C++ o il Java e che sicuramente non avrà le pretese di un laureato (in termini economici).

3. la laurea triennale differisce dalla laurea specialistica oltre che dalle conoscenze che si possono acquisire anche dal tipo di figura che si viene a formare. Un laureato triennale (non informatico) iscritto all’albo e quindi ingegnere junior, ha meno valore di un qualsiasi Perito (vedremo nel prossimo articolo perchè), mentre un laureato specialista con l’iscrizione all’albo diventa a tutti gli effetti ingegnere e quindi con il massimo valore professionale.

L’ingegnere informatico specialista ha più valore di uno triennale? Assolutamente no, dato che comunque non deve firmare nulla e qundi come abbiamo già detto l’iscrizione all’albo è praticamente inutile, un inegnere specialista ha solo più conoscenze di uno triennale, ma quest’ultimo può benissimo avere acqusito queste conoscenze sul campo (quindi lavorando) mentre lo specialista ha ultimato gli studi, anzi, le conoscenze saranno sicuramente maggiori e a parità di curriculum dopo la laurea triennale, un informatico con esperienza ha sicuramente più valore di un laureato specialista senza esperienza.

4. nel corso di studi ha effettuato gli esami propri dell’ingegneria, come Fisica, Matematica, Chimica (solo alcuni), Geometria, etc. tutti esami che comunque gli serviranno nella propria attività professionale, quindi NON inutili a fini lavorativi.

A cosa serve la fisica/chimica/matematica/geometria a un Ingegnere Informatico? Assolutamente a nulla, quindi perchè continuarla a chiamare ingegneria? Bella domanda vero?

5. l’esame di stato per diventare ingegnere “junior” è fatto ad hoc per i soli laureati provenienti da una laurea in inegneria, quindi se un ragazzo vuole praticare la professione da ingegnere deve per forza fare quel corso di studi.

Solo lo studente che ha fatto Ingegneria informatica può essere considerato Ingegnere con l’esame di stato? Assolutamente no, infatti all’Esame di stato per ingegnere “junior”, possono accedervi anche i laureati provenienti da Scienze dell’informazione, quindi con un percorso più semplice e mirato alla sola informatica, cosa che vorrebbe qualsiasi ragazzo che si iscrive a ingegneria informatica.

Quindi quali sono i vantaggi?

Bella domanda…bè, se vi piace l’informatica, sicuramente con il percorso di tipo Ingegneristico avrete nel curriculum un valore aggiunto rispetto a un laureato in scienze dell’informazione, infatti solo perchè avete fatto ingegneria avrete dei “punti in più” da parte del selezionatore.

Sicuramente con una laurea in ingegneria informatica avrete conoscenze più generali su tutte le discipline informatiche e non, compreso tutte le altre scienze.

Quindi sciegliere o meno Ingegneria Informatica?

Se posso darvi un consiglio pensateci bene, pensate soprattuto a cosa vorreste fare “da grandi”, un programmatore non capita spesso che diventi un Manager ICT! E un sistemista apprende solo con l’esperienza sul campo, quindi una laurea triennale giusto “per fare curriculum” può andare più che bene!

Qual’è la vostra opinione in merito?

ps: come alcuni di voi sapranno sono laureato in Ingegneria Informatica.

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124 responses

1 08 2008
Cristina

Beh, putroppo hai ragione…però laureato o meno è la persona nel lavoro che deve fare la differrenza! e tu la fai! Sei molto bravo! E cmq se non fossi laureato in ingegneria ora non avresti quel lavoro, non saresti neanche stato preso in considerazione! Certo, solo la laurea di per sè non serve a molto, bisogna anche essere dotati, appassionati e saperci fare per poter fare carriera! E, come ho detto prima, tu lo sei! Ed è per questo che COMUNQUE ANDRA’ SARA’ UN SUCCESSO!!!!!

2 08 2008
django

Ma allora degli ingegneri forestali che si può dire ? e dei dottori in scienze politiche ? e scienze della comunicazione che mi rappresenta ? scienze agrarie ? io penso che nell 2008 comunque un ingegnere informatico sia più richiesto di uno forestale e avendo studiato 5 anni in più rispetto ad un perito sia più qualificato di un perito , non si pensi che analisi 1 analisi 2 ecc siano esami semplici chi esce da ingegneria s’è fatto un mazzo tanto per cui è PREPARATO

14 07 2010
david-79

Dipende dai punti di vista:

1) esiste il caso in cui paragoniamo un perito informatico ad un ingegnere informatico che ha pure la laurea specialistica. Sono 5 anni di studio informatico contro 10 quindi il perito + laurea specialistica vale molto ma molto di più.

2) esiste poi il perito che ha pure la laurea triennale (non importa se in ing. o in informatica). Il perito + la triennale vale ovviamente molto di più del solo perito perchè ha 3 anni di studio in pù.

3) poi esiste il confronto fra un perito ed un quinquennale che però ha fatto studi umanistici al liceo. Stiamo confrontando 5 anni di studio con 5 anni. Anche se apparentemente uguali il numero di anni si deve considerare che però circa il 40% degli studi di un perito si focalizzano sulle materie obbligatorie e quindi il vero studio di un perito è di circa 3 anni e mezzo. Inoltre la teoria studiata in 5 anni di università è molto maggiore anche se la manualità è notevolmente inferiore quindi si ha che un ing. o dottore quinquennale dopo un periodo di uno o due anni in cui deve raggiungere l’esperienza pratica prende successivamente il volo rispetto al perito.

4) paragone perito con ing. triennale che ha fatto il liceo: a teoria siamo li con li. 3 anni formali per la triennale e 3 anni e mezzo effettivi con il diploma. Il triennale fa qualche materia più approfondita come chimica, fisica e matematica che i periti fanno in modo meno approfondito ma tuttavia questo non ha fini pratici nel mondo del lavoro non serve. Il perito dal canto suo ha fatto migliaia di ore di laboratorio quindi quando esce dall’istituto e pronto all’uso mentre un triennale per forza di cose non ha la stressa esperienza pratica. Quindi paragonando un neo diplomato con un neo triennale il perito è in vantaggio.

Dopo 3 o 4 anni sono uguali perchè si suppone che il triennale ha raggiunto l’esperienza pratica del perito. Il vantaggio per il triennale potrebbe verificarsi dopo una ventina di anni in quanto il titolo potrebbe aiutare in fase di carriera (raccomandazioni a parte).

5) esiste poi anche il paragone con il professionale ma tuttavia la classifica è la seguente (dando per socntato per tutti l’impegno nello studio)…

Ing 5 anni vecchio ordinamento
Ing 3+2
perito = ing. triennale con 3/4 anni di esperienza
ing. triennale
professionale
amatoriale

vorrei ricordare che anche i periti hanno il proprio albo e possono mettere firma nei progetti…

27 02 2012
eallora

Come si fanno a scrivere boiate del genere..

La maggiorparte dei periti che escono dall’itis informatico è gente che non sa neanche programmare, gente ignorantissima senza NESSUNA competenza tecnica.

Un laureato alla triennale bene o male deve superare degli esami dove se non si sa programmare o non si ha una mente un minimo matematica si viene segati.

7 03 2012
Astor

Anche la maggior parte dei triennini ma non per questo andiamo dicendo che sono tutti una frana…

4 08 2008
c1rc0

Di Ingegnere forestale non sono ferrato, mi informerò con cura poi farò sapere, uguale per gli altri…

Per quanto riguarda l’Ingegnere Informatico bisogna fare delle distinzioni, ovviamente un laureato specialista (5 anni) è più qualificato di un perito ma un laureato triennale nella pratica no!
Per quanto mi riguarda e per quanto ho avuto modo di imparare conoscendo altri Ingegneri neo-laurati, sono tutti veramenre POCO PREPARATI, la differenza tra un laureato e un non laureato, oltre che alle conoscenze che possono essere più o meno utili per il lavoro che si andrà a fare, sta nell’apertura mentale e dalla predisposizione allo studio e quindi all’aggiornamento ormai necessario in qualsiasi tipo di lavoro.

Io la vedo cosi, ho solo fatto delle valutazioni di ciò che ho potuto constatare vivendo nel mondo dell’universita e osservando il mondo del lavoro sotto diversi punti di vista.

23 08 2008
ro

ciao! Anche io penso che ingegneria informatica sia inutile sinceramente! Infatti ho preso scienze informatiche e poi faccio l’ablitazione all’albo degli ingegneri per i possibili datori di lavoro attirati dal nome!!!

24 08 2008
c1rc0

Ciao ro,
bravo, direi che il tuo sia il migliore compromesso per chi vuole semplicemente avere una laurea triennale relativa a materie informatiche

8 09 2008
Pietro

Tutto Vero !!!
Tutto perfettamente sacrosanto. Per non parlare poi del tipo di lavoro che si andra’ a svolgere… Mi spiego meglio :
Sempre seduto dalla mattina alla sera chiuso i ambienti per nulla allettanti.
Contatti umani quasi inesistenti a parte la pausa pranzo che la maggior parte delle volte finisce con il parlare comunque di lavoro.
Se sei del sud non hai possbilita’ di carriera e devi spostarti almeno al centro-nord.
Parliamo del salario….Se sei fortunato quadagni come un polizziotto ma con un contratto da metalmeccanico.

5 10 2008
Francesca

Sono un ingegnere informatico,
penso che l’autore di questo articolo dovrebbe seguire alcuni corsi presenti nel biennio della specialistica.
Vorrei dire alcune cose:
1° appena laureata ho ricevuto una trentina di proposte di lavoro, in grande aziende come analista informatica e non come programmatore.
2° l’esame di stato è importante perchè utile in qualche bando pubblico.
3° non tanto la fisica e la chimica ma la matematica fa parte di ingegnria informatica, provate a leggere qualche algoritmo di data mining.
4° siamo ingegneri a tutti gli effetti e siamo quelli più richiesti
5° come esiste la differenza tra un ingegnere civile e un geometra ,esiste anche tra un perito informatico e un ingegnere informatico

20 07 2011
Ren

sei grande !

26 04 2012
Carmela

Anche se in ritardo di tipo…4 anni ho letto qst post!Neolaureata in ingegneria informatica…ci tengo a dire che i miei amici neolaureati in ingegneria civile non sanno progettare dighe ponti o aeroporti! Così come noi pian pianino dobbiamo imparare il mestiere…e poi la laurea in sè non significa nulla, è poi nel campo lavorativo che uno si specializza e impara! Riguardo a matematica e fisica…non è questione di “utilità” vera e propria…ma è quello che fa la differenza! Io la tesi l’ho fatta all’INFN…istituto di fisica nucleare, e cari miei, se nn avessi saputo anche quel poco che so di fisica o matematica avrei fatto una gran bella brutta figura! Ovviamente mi sono occupata della parte informatica…ma l’elaborazione di dati scientificamente “importanti” non la si fa con un semplice diploma di perito!

2 01 2013
Marco

Vero.
Anche io sono un ingengere informatico specialistico. A parte il fatto che appena laureato ti inondano di offerte di lavoro, se poi sei anche in gamba puoi fare molta carriera e avere un lavoro tra i migliori possibili. Anche dopo 3 anni di esperienza lavorativa continuo a ricevere offerte. Recentemente ho sostenuto colloqui con Google, che mi ha contattato personalmente. Un mio compagno di università ora lavora in Amazon, un altro in Google. Io lavoro in Italia e dopo 3 anni guadagno 1750 euro al mese per 14 mensilità (35000 euro lordi annui).
Nel mio tempo libero approfondisco e faccio progetti personali per tenermi aggiornato. Ovviamente ci vuole passione, non basta la laurea per essere “bravi” ingegneri. Se si sviluppano cose molto piccole magari non servono chissà quali competenze, ma per cose più grandi, più ingegneristiche servono eccome!
Sta a chi assume valutare la qualità di un informatico o ingegnere.

Marco

3 01 2013
Nicola

Mi congratulo per i successi della tua carriera e per il tuo congruo stipendio, ma trovo la tua risposta alquanto soggettiva e riduttiva. E’ vero che un ingegnere, se sa sfruttare bene le sue capacità può obiettivamente fare “tutto” ciò che gli compete per avere successo. Ma purtroppo la realtà non è sempre questa e molti, sebbene mostrino capacità indubbie si ritrovano a dover “accettare” contratti sottopagati… alcuni hanno poi la fortuna di vedere un buon proseguio della loro carriera, proprio per merito di quelle indubbie capacità di cui parlavo prima, ma non tutti al giusto compenso economico.

Saluti,

4 05 2016
Yadi Bueno

Sono d’accordo con lei. Sono un ingegnere informatico anch’io.

6 10 2008
Graziella

Grande Francesca!
Concordo con tutto quello che dici!!!Anch’io sono un ingegnere informatico e la differenza con un perito la vedo e come!
Tutti (piu o meno )sono buoni a fare programmini… ma la capacità di analisi e progettazione di sistemi complessi non si affronta senza una ottima base di studio!!! E se vogliamo proprio fare un confronto tra programmatori e ingegneri, provate a guardare il codice scritto dall’uno e dall’altro e vi accorgerete subito della differenza! Quando si parla male della nostra categoria e se a parlarne male sono ingegneri di altre categorie penso… ‘è invidia’ perchè le statistiche parlano chiaro… ma quando a parlare male sono altri ingegneri informatici penso… ‘poverini, hanno buttato via 3/5 anni senza sapere cosa stanno studiando’…
e se vogliamo puntualizzare, nella seguente definizione c’è più informatica di quanto l’autore che l’ha proposta ne possa immaginare:
“L’ingegneria applicando le norme tecniche fornisce metodi, progetti e specifiche per la produzione(costruzione) di un bene fisico, di un prodotto o di un servizio, e più in generale per lo sviluppo e il controllo di un processo industriale.“
Io infatti mi occupo della PROGETTAZIONE del software, della raccolta e definizione delle SPECIFICHE di progetto, della PRODUZIONE del software e della fornitura di SERVIZI (informatici) in ambito web… e fino a poco tempo fa sviluppavo software per il CONTROLLO DI PROCESSI (nel mio caso amministrativi, in ambito pubblico – ps. chi credi si occupi del controllo sei processi??? ) quindi caro il mio ‘ingegnere informatico’ leggiti un po di vocabolario… mi sembri un po confuso…

6 10 2008
c1rc0

Ciao Francesca, mi fa molto piacere che tu abbia risposto al mio articolo, almeno cosi ho anche il parere di chi qualcun’altro…vediamo un po se riesco a risponderti…

1. sono stato contattato anche io da diverse aziende, ma tutte aziende medio/piccole, tranne una (molto conosciuta) che però offriva un contratto a progetto (RIDICOLO!!!). Forse è anche a causa del fatto che abito in un paese di provincia, nulla a che vedere con le città come Milano, Firenze, Roma…
2. l’esame di stato per i bandi secondo me può diventare utile se lavori in proprio, altrimenti c’è già il capoprogetto o il titolare che prende i lavori e poi li firma.
3. per quanto riguarda la matematica e la geometria hai ragione, nell’articolo mi sono lasciato trasportare un po…
4. Si, siamo molto richiesti, ma per fare cose che possono fare anche altri laureati e non, vedi il punto “Quindi quali sono i vantaggi?” del mio articolo
5. Nella pratica non è proprio cosi, almeno per quanto riguarda la laurea triennale…leggi l’articolo “Albo dei Periti o sezione B dell’albo degli Ingegneri?”, capirai il perchè.

Con questo non voglio assolutamente dire che sputo o straccio la mia laurea (ci mancherebbe) anzi, mi è servita per trovare il mio attuale lavoro, ma ho solo voluto spiegare il mio percorso e quello che ho percepito dopo essermi laureato e aver affrontato il problema di trovare lavoro…dalle mie (poche) esperienze e colloqui (circa una 20ina).

Ciao ciao.

10 10 2008
c1rc0

Ciao Graziella, benvenuta sul mio blog, grazie della visita e del tuo commento.

Dal quel che ho potuto osservare, nessuno dei miei ex compagni sanno realmente Analizzare e/o Progettare alcun tipo di sistema! (almeno per quanto riguarda i laureati triennali)

Quali sono queste statistiche di cui tu parli? Io ne ho lette molte e non sono poi cosi illuminanti per noi informatici laureati!

Sono sicuro che ad occuparsi del “controllo dei processi”, come dici tu, sia un informatico, ma ti assicuro che non è perchè hai una laurea che coprivi quel profilo, poteva benissimo starci un NON laureato che aveva le giuste conoscenze in merito (e ce ne sono)! Se anche eri iscritta all’albo, non ti serviva per quel determinato posto, perche non dovevi firmare nulla, o sbaglio?

Ho letto bene il vocabolario, e ho fatto diverse ricerche (vedi wikipedia) e sono sicuro di quelle poche cose che dico…almeno fino a quando qualcuno non mi smentirà palesemente, cosa che fino ad ora non è successa.

Vi ringrazio nuovamente per tutti i commenti che lasciate.

ps: si, forse (sicuramente), ho buttato via 3 anni di studio (e non vorrei che qualcun’altro facesse il mio stesso errore), però mi è servito a tante altre cose…

21 10 2008
Studente ingeneria informatica

Mi dispiace molto per quello che hai scritto…
Le conoscenze dell’ingegnere informatico sono più che mai interdisciplinari e coprono un’ampia parte del settore ICT.
Un ingegnere informatico è presente ovunque ci sia un qualunque problema di elaborazione dell’informazione. La sua potenza è proprio la capacità di saper intervenire a qualunque livello, data l’ampia gamma di conoscenze a sua disposizione. Può essere un buon progettatore “software”, un buon architetto di sistemi embedded(presenti praticamente ovunque), un buon sistemista capace di realizzare sistemi di controllo di ogni tipo, e soprattutto un ottimo progettista digitale. Si occupa inoltre della sicurezza ed affidabilità dei sistemi distribuiti, di progettazione e manutenzione di reti di calcolatori, per non parlare delle approfondite nozioni di elettronica che si ritrova ad avere.
Il tutto condito dalle capacità di progetto di sistemi di trasmissione numerica(digitale) dell’informazione.
Credo profondamente nel fatto che l’ingegnere informatico sia una delle figure più importanti del mercato poichè è responsabile assieme a tutto il settore dell’informazione allo sviluppo tecnologico della nazione. Le materie che studia richiedono un approccio fortemente ingegneristico al contrario di quanto dici,nel senso che richiedono una grande capacità di applicare nozioni matematiche e fisiche per la progettazione di qualunque cosa, anche nel software per lo studio di euristiche e complessità, come tu sicuramente saprai. Quante volte hai incontrato un problema di ottimizzazione che richiede l’utilizzo della teoria ingegneristica dei fenomeni aleatori o della ricerca operativa? Tutto ciò per non parlare dei problemi che ci sono nel controllo dei sistemi e nella progettazione di sistemi digitali…
Pochi mesi fa ho seguito un seminario tenuto da due ingegneri informatica che lavorano nel settore militare di finmeccanica e sono responsabili del settore che sviluppa software e hardware necessari al controllo dei missili. Il mio professore di sistemi operativi(ingegnere informatico) realizza applicazioni per il controllo del traffico aereo.Il mio professore di reti logiche(ingegnere informatico) realizza sistemi embedded a livello sia hardware che firmware ed è un genio della progettazione digitale.Ti ho citato esempi di ingegneri informatici che ricoprono ruoli di grande responsabilità come è giusto che sia.
Credo fortemente in questa figura e sono molto rammaricato dal fatto che un mio collega non faccia lo stesso…
Mi dispiace dirtelo ma credo che tu non abbia compreso a fondo il significato dei tuoi studi e l’importanza e la potenza di possedere capacità così interdisciplinari.

27 10 2008
Alessandro

Ciao a tutti , sono un neo iscritto al primo anno di ingegneria elettronica all’università di palermo , ma sono ancora indeciso se cambiare in informatica l’anno prossimo.
Dopo aver letto questo dibattito piu che intervenire vorrei chiedervi un parere o un cosniglio che mi possa aiutare a compiere il prossimo anno la scelta giusta…io ho due grandi passioni nell’ambito dell’elettronica e dell’informatica ; una è la progettazione di sistemi per l’elaborazione digitale del suono (dato che suono la chitarra elettrica , per chi se ne intende mi riferisco a distorsori , reverberi , delay , amplificazione ecc) , l’altra invece è lo sviluppo e la creazione di videogames. Oltre a questi “lavoretti” molto fantasiosi , rimango molto affascinato sia dall’una che dall’altra branca dell’ingegneria , quindi la mia domanda , forse un po ingenua , è quale tra elettronica e informatica è il migliore indirizzo?
Per quanto riguarda le argomentazioni di c1rc0 , direi che non ha tutti i torti…l’ingegneria informatica è un indirizzo molto snobbato e sottovalutato , soprattutto da parte di altri ingegneri e forse il motivo sta proprio nel fatto che oggi come oggi nell’ambito informatico (almeno per quanto riguarda l’italia , poi io sto a palermo quindi vi lascio immaginare…) lavorano molto di più i tecnici non laureati (mio fratello è un sistemista di reti e lavora per la maggiore azioenda informatica della sicilia) che ingegneri specializzati.E’ pur vero però che , come detto sopra , alcuni lavori piu specialistici richiedono maggiori conoscienze di quelle necessarie a sviluppare programmini java ; prendiamo l’esempio dell’industria dei videogiochi , io credo che (ovviamente uscendo dall’italia) gli ingegneri informatici siano la risorsa primaria , e non credo che softwerhouse come la ubisoft in francia (per non andare molto lontani) si affidino a personale non specializzato.

29 10 2008
Studente ingegneria informatica

Caro Alessandro, per sviluppare giochi servono programmatori e non ingegneri informatici…
Non è vero che in Italia si sottovaluta questa figura, bensì direi proprio che non si conoscono le sue reali conoscenze ed ambizioni.
Ricorda che le associazione (per molti inevitabili) ingegneria informatica computer e ingegneria informatica software sono quantomai errate.
E’ vero però che se vuoi intraprendere una delle facoltà del ramo di ingegneria e sei interessato in sviluppo di videogiochi, quello di informatica è il più indicato. Inoltre una tale scelta non ti precluderebbe la possibilità di dedicarti ai sistemi di elaborazione del suono; a dimostrazione di ciò ti posso dire che ho nel mio piano di studi l’esame di elaborazione di segnali multimediali e svariati esami di elettronica.
Buona scelta ciao

30 10 2008
c1rc0

Ciao Alessandro,
se fossi in te io cercherei di capire bene quello che voglio “fare da grande”, è giusto coltivare le proprie passioni, ma occorre avere in testa quali sono le possibilità che offre il mondo del lavoro (in italia e non).

Lo sviluppo dei videogames è un ambito meraviglioso ma aimè non è facilissimo trovare lavoro in aziende che creano questo tipo di applicazioni, comunque sia se dovessi decidere di continuare con il tuo percorso formativo (ing. elettronica) non significa che tu non possa coltivare questa passione personalemte, magari inserendo alcuni esami di ing.informatica (specialmente nella laurea specialistica) nel tuo piano di studi.

Hai ancora un anno per decidere, ti consiglio quindi di parlare anche con qualche professore di uno e dell’altro corso di studio.

ps: la decisione può cambiare anche in base al fatto di fermarsi alla triennale o continuare con la specialistica.

3 11 2008
Edoardo

Ciao,

mi sono laureato da poco in Ing. Informatica (triennale).
Mi sto preparando all’esame sez. B, settore dell’Informazione.
Penso in questo momento ad una cosa: che uno nella vita può fare tutto anche senza studiare una riga di niente, vedi Bill Gates che ha lasciato l’università al secondo anno di Haward o quello che ha inventato (non ricordo il nome) Face Book che a 24 anni ha lasciato l’università x fare tanti soldini.
C’è gente che al mondo ha studiato tantissimo prendendo pokissimi spiccioli e c’è tanta altra gente ignorantissima ma con le mani d’oro.
Ma poi c’è anche gente che non è nata in Italia e che vive meglio di noi ma anche altra gente che non è nata in Italia e che vive peggio di noi.
C’è chi ha copiato tantissimi esami (uh, quanti ne conosco….) ed ha il tuo stesso titolo e c’è chi ha avuto sfiga e somme di sfighe rallentando gli studi.
C’è chi rischia x fare qualcosa di buono al mondo e c’è chi ha fretta di sistemarsi in un luogo sicuro prendendo uno stipendio sicuro senza avere altri pensieri.
C’è quello che ha avuto un punto in più di te xkè ha dato l’esame il mese successivo…ah, se stessimo qui a guardare anche i voti…quanto c’è da dire!!
E poi la preparazione dei docenti…ci sono quelli che sanno insegnare ma non sanno giudicare…e poi ci sono quelli che sono grandi progettisti ma che non sanno tramandare il loro sapere…
Ma quanti miei colleghi (ing. informatici) conosco che non toccano una linea di codice…(e forse mai toccata nella loro vita…) che non fanno ciò x cui hanno studiato….quanti…!!
Ho conosciuto dott. informatici (=non ing.) che dopo la laurea hanno fatto i rappresentanti di vendita o semplici impieghi statali in comuni piccoli smarriti…un mio amico ha addirittura 2 lauree, una in ing. delle telecom. ed un’altra in ing. spec. delle telecom….sai cosa fà????????? il rappresentante della 3 (vendita dei contratti porta a porta), diventato capo area (x l’impegno e non x la laurea) e guadagna 2000 euro al mese!!!
E chi si laurea allora in Ing. Nucleare, quanti secoli dovrà aspettare in Italy prima di esercitare ? e x l’Ing. Nucleare ha senso la libera professione???
Se sai di più di un altro, tutto riguadagnato! Se sai come si fanno i soldi più di un altro tutto riguadagnato!
(ovviamente separando le persone oneste dalle disoneste….anche qui possiamo aprire un lungo discorso….medici arrestati, avvocati arrestati, giudici compromessi…ma anche ing….) good luck!
Edoardo

14 02 2009
battiz

l’ingegneria informatica è una farsa!
o almeno lo è cosi’ nel politecnico della mia città…
O siete informatici O siete ingegneri!
Agli informatici nn serve un Fisica 2 o un Chimica o altri esemi tipici di una formazione base da ing.
Io sono informatico di laurea in informatica pura (ex scienze dell’informazione) e vi assicuro che facciamo molta + ingegneria del software noi che nn gli ing.inf. e che quindi quella benedetta firma e quel benedetto albo spetta di diritto, per formazione e compentenze + a noi che ad altri!

scusate lo sfogo ma gli ing. con la pancetta e senza capelli che vogliono fare gli informatici capelloni e barbuti proprio nn li sopporto 😀

In italia ancora nn entra in testa questa realta’ e quindi ci costringete tutti ad emigrare o in alternativa a fare il lavoro dei periti informatici 😦

14 02 2009
battiz

“vedi Bill Gates che ha lasciato l’università al secondo anno di Haward”

io nn lo guarderei quel ladro li … ha sempre rubato tutto (idee, software, sistemi ecc..) rimpachettandolo con un altro nome e ri-vendedolo a cani e porci spacciandolo come oro colato … in america quanti usano windows?
Pochi … tutti macUser 😉
In italia succede il contrario ma … fino a quando i prezzi dei mac nn caleranno (grazie hackintosh ;D) e la M$ scoparirà definitivamente dalla storia con le sue sViste, uindovs7 e mattonStudio2008 ;D

25 02 2009
Ingegnere informatico

Caro battiz,
credo che a farti parlare sia la pura invidia…
Attualmente sono impegnato in un progetto di una scheda con processore integrato ARM, necessaria ad un’ agenzia di sicurezza privata per il monitoraggio della posizione di alcuni camion, del livello di benzina e della velocità.
Ti assicuro che ogni giorno mi trovo coinvolto in problemi di elettronica, protocolli di telecomunicazione (ad es. GPS), protocolli di rete, scrittura di driver e testing di sensori.

Cosa ne capiscono gli informatici di queste cose?
Cari informatici, noi progettiamo a tutti i livelli , voi programmate ad alto livello.

29 04 2010
Antonio

Sei il mio idolo 😛

26 02 2009
battiz

@Ingegnere informatico
magari hai ragione, forse è invidia xchè avrei voluto fare pure io l’ignegnere ricco e pappone ;D

ma quello che voglio dirvi è che ingegneria informatica è un controsenso totale!!!

la vera informatica, CIOE’ QUELLA CHE SI FA AD INFORMATICA PURA (ex scenze dell’informazione) NON HA NEANCHE BISOGNO DI UN MACCHINA, UN PC, UN PCB O UN INTEGRATO, per essere studiata, sperimentata, scritta ecc… ecc…

Adirittura basterebbe carta e penna 😉

La stessa informatica che sta dietro al protocollo del GPS su cui stai lavorando tu in questi giorni … x esempio

Putroppo NOI informatici “PURI” in italia nn esistiamo in quanto siamo ancora ritenuti una VOSTRA OMBRA o adirittura, in alcuni casi, vostri umili suddidi! ;D
Ed è per questo che io come tanti fuggiamo dall’italia verso paesi dove hanno capito che la possibilità di astrarre algoritmi, procedure, oggetti, classi ecc… rende molto di piu’ e in piu’ campi !
In realta’ se proprio volete che la dica tutta SIETE VOI INGEGNERI INFORMATICI LA NOSTRA OMBRA, ovvero siete voi che progettate e realizzate i pc o i mac dove noi possiamo sviluppare le nostre idee! ;D
Le stesse idee che permetteranno a voi di “costruire cose”…

E questo nn è un male xchè come disse qualcuno: “ad ognuno il suo …”

ciao a tutti

nn credo di tornare + su questo blog di ingegneri … ultimamente sto cercando di allonatarmi dall’hardware il + possibile, sia che sia un fantastico ARM 😉 che un trogloditico x86 per dare libero sfogo a tutte le mie idee che nascono da fantasia, colori, immaginazione e tante altre cose che nn riuscirebbero mai ad entrare in una memoria cache o in un buffer 😀

… nn fa nulla se dovrò usare solo carta e penna o nn poter algoritmizzare le mie idee ma magari un giorno un ingegnerie progetterà una cpu abbastanza potente da farlo 😀

ps. voi siete il corpo e noi lo spirto e l’anima, gli uni senza gli altri nn saremmo vivi!

12 09 2011
last/guest

/facepalm

26 02 2009
gIndio

Personalmente ritengo che, dal punto di vista lavorativo conseguire una laurea in (ing.) informatica se intendi restare in Italia sia uno spreco di tempo enorme… tolti pochissimi fortunati casi (di cui Graziella e Francesca pochi post più in alto portano testimonianza) i rimanenti finiranno a progettare (il minuscolo non è casuale) piccole applicazioni web o robetta simili continuamente subissati da manager/commerciali/politici che non avendo la più pallida idea di cosa stanno parlando faranno morire tutto l’entusiasmo/le buone speranze che il neolaureato porta con se… (e i progetti su cui lavora/ha lavorato).

Parlo ovviamente per l’esperienza che ho avuto modo di maturare… Sono ing. informatico, abilitato all’esercizio della professione ed iscritto all’albo (per quel che può significare). Ho cambiato diversi datori di lavoro dal giorno della mia laurea, sempre per mia scelta, sempre cercando nuove, stimolanti, opportunità professionali. Attualmente lavoro per una multinazionale che si occupa principalmente di consulenza e ritengo di poter dire con assoluta certezza che il nostro ambito lavorativo è penoso.

L’ordine è un fantasma inesistente che non cerca in alcun modo di tutelare la nostra professione (stabilmente attaccato alle gonne degli ing. civili/edili/meccanici). L’università/la classe industriale propinano ogni giorno che passa evidenti menzogne sulla continua (falsa) necessità che il nostro paese ha di questa figura professionale al solo fine di ottenere maggiori profitti/minori salari da riconoscere.

Magari qualcuno leggendo questo commento potrà pensare che sono eccessivamente pessimista… ma parlando con molti miei ex-colleghi/amici di Politecnico (o almeno con quelli che fortunatamente continuo a frequentare e sono forse la cosa migliore che l’università mi ha dato :P) non riesco a scorgere un solo caso differente (…parlo di persone laureate a pieni voti in ing. informatica/elettronica/tlc…).

Ciaolo a tutti…

P.S: Intendo precisare che non ricuso le conoscenze che il Politecnico mi ha dato/mi ha aiutato ad ottenere… tanto meno mi lamento della forma mentis acquisita dopo anni e anni di ‘sofferenze’ sui banchi del Poli…
Sono solo molto deluso dalla totale impossibilità di mettere in pratica tali conoscenze nel nostro paese.
Sono deluso dal bassissimo livello dei professionisti IT con cui devo interfacciarmi ogni giorno (quale che sia il loro titolo di studio).
Sono deluso dalle incredibili menzogne che l’università propina in modo totalmente irresponsabile, creano aspettative fallaci verso giovani studenti al solo fine di perseguire i propri interessi…

P.P.S: Detto ciò… viva gli ingegneri 😛

6 03 2009
Andrew MacSaints

Ciao a tutti,
vorrei raccontarvi la mia semplice ma variopinta esperienza come studente di ingegneria informatica.

Dopo il diploma con il massimo dei voti e della passione come Perito Informatico, entrai al Politecnico nel fantastico settembre del 2000, passando brillantemente il famoso test di ammissione (piazzandomi tra le prime 250 posizioni). L’inizio fu effettivamente spiazzante: nonostante fossi abituato da primo della classe (non lo dico per vantarmi, anzi..) fin dalle elementari, mi ritrovai ad essere uno studente nella media; accadeva spesso che fossi io stesso ad aiutare i miei amici, quasi tutti meridionali, a preparare esami di natura informatica ma purtroppo raramente mi furono di aiuto per quelli di natura matematica loro che erano stati liceali; era come se parlassimo lingue diverse in un certo senso. Poi ebbi questioni private che mi segnarono nell’umore e divenni piuttosto instabile; in poche parole aumentarono i miei alti e bassi ma soprattutto diminuì in me la passione per gli studi, cercai di guadagnarmi da vivere e portare avanti mille cose, dall’insegnante delle scuole superiori fino al cameriere del bingo, concludendone bene neanche mezza (quando si dice: LEZIONI DI VITA).

Un giorno di settembre 2005 mi alzai e decisi che era ora di risistemarmi del tutto, dato che avevo incontrato una ragazza seria, che volevo concludere al meglio il triennio, per il quale mancava formalmente solo la presentazione della laurea (alla quale ero già al lavoro); certo mi trovavo un poco indietro, giusto quel semestre, ma ormai il mio obiettivo dei cinque anni me lo ero prefissato, anche perchè già stavo seguendo corsi della specialistica ed avevo pure dato un esame.

Accadde però, a poche settimane dalla presentazione della tesi, che la mia vita fosse sconvolta da un male che mi colpì e mi lasciò devastato. Stringendo i denti e grazie al mio compagno di tesi, riuscii a presentarla con qualche mese di ritardo ma fui letteralmente umiliato senza ritegno dai professori, che non diedero praticamente valutazione al mio lavoro o alle mie condizioni di salute; fu per questo che uscii con il minimo che mi potessi aspettare (ZERO PUNTI alla tesi). Da subito fui anche dispiaciuto di aver di fatto penalizzato il mio compagno. Ma così va il mondo universitario. Quel giorno vidi presentarsi timidamente sul palco un ragazzo in sedia a rotelle, credo laureato da casa (l’ormai famosa laurea on-line), raccolse applausi da tutti. Io non pretesi nulla del genere, avevo volutamente nascosto la mia cicatrice e mi trascinavo al meglio da solo sulle mie gambe, nonostante le vertigini, verso il ritiro del fogliettino attestante la tanto attesa laurea. Questa è la vita.
Dal settembre successivo tentai, soprattutto per una questione di orgoglio visto l’esito alla presentazione della tesi, un suicida ritorno agli studi. Ma non ce la feci di fatto a seguire tutte le lezioni, non ero nelle condizioni ideali: la mia fu una rinuncia ufficiale.

Quindi, facendo un sunto, oggi mi ritrovo di fatto Ingegnere (mi è stato detto che di fatto non serve a nulla l’iscrizione all’albo che sia triennale o non) ma invalido. Cosa valgo? Ebbene, valgo una umile (ma così è corretto) pensione di invalidità, un contratto di lavoro a tempo indeterminato, ma da persona “poco affidabile”, quindi a partire dalle 20 ore settimanali e quindi in poche parole ho anche qualche problema con la costruzione di un mio futuro. Ho conosciuto aziende che assumono SOLO Ing. ed altre che vanno SOLO per raccomandazioni. Ragazzi, così è il mondo, non facciamo finta di non saperlo 🙂

E pensare che ho sempre avuto la passione per l’insegnamento (come detto, ho avuto esperienze in scuole superiori, ma anche ripetizioni o corsi serali da me costruiti). Ma la legge vuole che per entrare nella graduatoria di insegnante sia necessaria la laurea quinquennale; insomma potrei solo insegnare nei laboratori, cosa che tutto sommato mi piacerebbe parecchio ritentare di fare, ma ovviamente senza il cosiddetto posto fisso in una scuola unica.

Da persona ottimista quale sono posso solo sperare, cercando di darmi da fare il più possibile per quanto mi sia consentito.

Un saluto,
grazie per il tema presentato.

P.S. scusate la mia “divagazione” un poco troppo personale.

20 03 2009
Aniello

Allora

io sono Laureato in ing. Informatica ,sono di Napoli e sinceramente (scusate del termine) mi sono rotto i coglioni!!!

Parliamo sul serio e diciamo come stanno le cose, siamo la categoria piu bistrattata e sottopagata italiana!!
Io personalmente lavoro da 1 anno e programmo in java da 5 anni ,ho 1 corso di formazione su tecnologie Web ,e forse sarò sfortunato io ma acchiappo tutte imprese o di accattoni o che pretendono troppe conpetenze settoriali!!

Attualmente Lavoro per una socità non di informatica alla quale curo il portale WEB,nell’ultimo periodo non faccio praticamente nulla mando solo curriculum la mattina ad altre società e ogni volta che mi chiamano o è un corso di formazione o qualche accattone che mi fa un colloquio vede che in java (ho le palle) cioè che ne so piu di lui e mi propone come al solito ,il solito stage Full time per 400 Euro!!

Nessuno mi ha mai proposto un contratto a progetto e qualla volta che mi chiamano per un cotratto a progetto richiedono piu conoscenze di un Senior Programmer.

Tempo fa fui contattato a progetto di 800 Euro al mese per 6 mesi dal proprietario di una società che vedendo il mio curriculum mi chiamo per sapere se sapevo usare un framework che solo lui conosceva,bhe insomma morale della favola !! Voleva un espertissimo e pisciarlo in mano!!!

20 03 2009
Aniello

Continuando il mio sfogo………..

Mi capia spesso di essere contattato per uno stage……

Io mi domando che cavolo sono Laureato e soprattutto mi chiamate per farvi fare cose che gia so fare e mi volete pisciare in mano io vado in bestia per questo!!!

Tempo fa fui contattato da una società che richiedeva un programmatore PHP ,ovviamente gli dissi che sapevo programmare in php , e lui l’accattone di turno mi propose un attivita di Tirocinante o uno Stage non RETRIBUITO!!

Cioè dico io con quale faccia tosta si propone ad un Ingegnere un attività da Tirocinante…………. E IO DOVREI SGOBBARE PER 6 MESI PRODURRE SOFTWARE PER UN VALORE DI 6 MILA EURO GRATIS!!!

Cioè ragazzi io mi sono veramente rotto le palle di essere preso in giro dagli imprenditori basta ,non so voi come fate a dire che in italia l’ingegnere è una figura richieta e valorizzata!!!

Qua si richiede solo la mente dell’ ingegnere ma non si valorizza il prodotto!!!

un saluto a tutti gli ingegnieri

21 03 2009
mau

salve ragazzi…scrivo più che altro per chiedere consigli e per portare esperienza…conosco un ragazzo che senza alcuna laurea…sa programmare e creare siti web e altri programmi(per aziende,contabilità e cose varie…non scendo nelle specifiche tecniche perchè sono un semplice liceale al quinto anno di scentifico)…questo ragazzo praticamente ha iniziato a creare siti web e programmi per vari enti che vanno dal pubblico al privato(anche semplici negozi,società ecc),diciamo che si è messo in proprio e ora guadagna più di un ingegnere informatico o di un programmatore…quindi morale,io penso che qui ognuno possa dire la sua ma poi non si può fare di tutta l’erba un fascio…
che senso ha lavorare in un’azienda o in una società che sfrutta solo?perchè sperare di essere assunti in una media azienda per prendere solo 1500 euro al mese nei migliori dei casi dopo anni di esperienza?secondo voi si può essere felici e soddisfatti lavorando solo perchè “così prendo 1500 euro e mi compro la macchina,questo mese il celluare nuovo o le scarpe di marca?”
se uno vuole fare ciò che gli piace e soprattutto vuole farlo per se(scusate il termine-fanculo gli imprenditori accattoni),deve “buttarsi” deve aggiornarsi,deve essere continuamente a lavoro,con la mente e lo spirito….non,secondo me,pensare:”vado a lavoro alle 8.00 alle 13.00 finisco,mi danno lo stipendio e sto apposto”….oggi molti hanno questa mentalità(in italia soprattutto)…..è inutile perdere tempo secondo me a cercare di capire chi è più bravo tra informatici,programmatori o ingengeri perchè in fondo ognuno ha la sua specialità e ognuno è portato per una cosa…l’importante è lavorare e mostrare il proprio lavoro….
p.s.secondo me la miglior soluzione è lavorare da soli…non è impossibile ed è un dato di fatto…non ci vuole un grande investimento per avviare un lavoro di programmatore,assistente informatico…in fondo ognuno può fare quello per cui è portato….l’unica cosa che però mi sento di dire è:”perfavore non scrivete più-l’ingengeria informatica non vale-è una beffa-o cose simili…parole delgenere possono pesare sul futuro e sulla vita di un ragazzo che legge per informarsi su quale strada seguire…portate le vostre esperienze così come fatto dall’autore ma non parlate per partito preso o per scherzi cattivi che vi ha riservato la vita….perchè non è detto che debba capitare a tutti,in fondo ci vuole anche fortuna… 😉

scusate il lungo post:mi piacerebbe ricevere vere considerazioni professionali e consigli per il mio futuro considerando che mi piace e mi appassiona l’informatica e mi piacerebbe poter lavorare per conto mio…..magari per chi interessato e disposto si potrebbe continuare su msn con contatti privati…ciao

22 03 2009
Aniello

Allora La mia è un osservazione fatta da ma cioè un Laureato in ingegneria informatica sulla realtà dei fatti!!

Se vuoi Laurearti in Ing. Inormatica per sperare di guadagnare Soldi scordatelo,oggi come stanno le cose conviene come ha fatto quel tuo amico invece di buttare il sangue su cose che nn servono lo ha speso per imparare a programmare bene e far siti WEB ,con il tempo è cresciuto nel settore si è fatto una bella clientela e ora guadagna!!

Bill gates è quello che è ora ,non per un titolo, ma perche ci ha saputo fare!!

Percio tu giovane Liceale non credere ai sondaggi Televisivi o altre boiate che sparano nel mucchio !!

Allora per farti capire come va il mondo lavorativo ti porto questo esempio!!

Prendi le tre categorie di Laurea principali:

1)Medicina
2)Giurispudenza
3)Ingegneria

Le prime due ,chi le pratica è pagato per fare del suo meglio cioè se un medico prescrive qualcosa di sbagliato a un paziente questo è pagato lo stesso,un avvocato anche se perde tempo e perde una causa viene pagato lo stesso!!

L’ingegnere viene pagato generalmente da un imprenditore per un prodotto finito e se non è finito e ben funzionante questo non ti paga ,anzi a volte nn ti paga nemmeno se glielo finisci ,ti fa assegni conscadenze ecc ecc.

Quindi morale della favola se proprio devi buttare sangue sui libri ,scegli non Ingegneria ………poi fatti tuoi!!

Ps Qua parla un Ingegnere italiano …..forse se stessi all’estero nn parlerei cosi!!

Saluti

29 06 2009
Marco

Ciao, anche io mi sono laureato da qualche mese in ingegneria informatica e devo dire che è stata molto utile per trovare lavoro, mi hanno contattato una quindicina di ditte ma in tutte c’erano periti che svolgevano il mio stesso lavoro e meglio di me in quanto avevano più esperienza.

A mio avviso se un ingegnere vuole davvero far sfruttare la sua laurea deve andare all’estero e cercare delle ditte che puntino sull’innovazione. Altrimenti si ritroverà sempre a fare il sistemista o a fare programmini per la gestione delle imprese.

In alternativa si può puntare all’insegnamento alle superiori (gli ing info possono insegnare molte materie tra cui matematica, fisica, elettronica, elettrotecnica e informatica) così ti metti il cuore in pace di non aver studiato per niente e ti accontenti dei tuoi 1400-1800 euro al mese per 18 ore a settimana.

Oppure si può puntare alla carriera universitaria con il dottorato, un professore universitario di ruolo prende in media 5000 euro al mese, ma è molto difficile diventarlo…

Cmq sec me la cosa migliore da fare è puntare su se stessi e mettersi in proprio dato che cmq c’è di positivo che le spese sono veramente irrisorie, dopotutto non dobbiamo mica aprire un negozio.

11 10 2009
Carlo

Ciao,

Ho letto per caso il tuo post a proposito dell’ingegneria informatica e sul fatto di considerarla o meno ingegneria. Nonostante veda che il post sia vecchio, avendo un paio di minuti a disposizione ed essendomi posto la tua stessa domanda tempo fa, vorrei offrirti il mio parere.

Innanzi tutto, l’etimologia della parola “Ingegneria” suggerisce il fatto che un “ingegnere” sia colui che applica l’ingegno, ovvero l’intelletto, per analizzare problematiche comuni e meno comuni dell’uomo, e trovare una soluzione razionale a esso ovvero un modo per facilitare chi debba affrontare il problema.

La definizione che fornisce Wikipedia e che tu citi è sicuramente corretta, però mi pare che ci siano delle cose che non evidenzi.

Il problema degli ingegneri informatici, spesso non considerati ingegneri, nasce dal fatto che, essendo la branca dell’informatica una branca che negli ultimi decenni ha subito un picco di domanda nel mercato, con conseguente strascico nell’offerta di ragazzi alla ricerca di un impiego, la maggior parte degli stessi si ritrova a svolgere per anni mansioni che non riguardano l’ingegnere informatico. Quello che infatti mi pare che emerga dal tuo post è che tu confonda l’ingegnere informatico con il tecnico informatico o con il programmatore.

Ciò non toglie che la maggior parte, come dicevo poco prima, degli ingegneri informatici si ritrovano per molto, anche per tutta la vita, a farei programmatori cut&paste rendendo questa categoria spesso snobbata dagli altri ingegneri e odiata dai programmatori, che a loro volta si vedono soffiare posti di lavoro per il semplice fatto che un ragazzo di 24 anni ha una laurea e 5 anni di (inutile a quel punto) studio alle spalle, e invece il programmatore ha solo un diploma da perito anche se potrebbe fare esattamente le stesse cose a 19 anni.

Tuttavia, la professione dell’ingegnere informatico NON è questa. L’ingegnere informatico nasce come figura complementare a quella degli ingegneri delle tecnologie elettroniche (e.g. ingegneri elettronici) per sviluppare di pari passo tecnologie dell’informazione che rendessero utilizzabili lo strato invisibile a chi sfrutta il lavoro dell’ingegneria.

Il guidatore non sa, nella stragrande maggioranza dei casi, cosa sia una valvola, eppure sotto il cofano c’è lo studio di ingegneri meccanici che hanno progettato il motore, ingegneri aerospaziali che hanno progettato il design, designer che hanno dato l’eleganza all’auto, etc etc.
Allo stesso modo, dietro un uomo che riesce a sbrigare 2000 pratiche al giorno, dietro un foglio elettronico, ci sono ingegneri elettronici che hanno progettato i transistor e i processori, ingegneri informatici che hanno progettato il software… e qui mi fermo e focalizzo.
L’automobile è stata assemblata da macchinari e persone che probabilmente guadagnano 1000 euro al mese e non hanno una laurea. Un ingegnere meccanico che ha progettato il motore, non si metterà lì a saldare le parti, assemblare i bulloni e rifinire la verniciatura.
Sempre per tornare al punto di prima, invece un ingegnere informatico spesso sarà chiamato a fare l’equivalente, cioè semplicemente implementare ciò che qualcun altro ha progettato (e non è detto che prenda parte alla fase di progettazione stessa).

Sperando che l’esempio precedente abbia potuto chiarire un po’ le idee, passo a qualcosa di diverso. Essendo tu un ingegnere informatico, suppongo che avrai frequentato i corsi tipici dell’ingegneria informatica che nulla hanno a che spartire con la sola informatica o con matematica, sebbene abbiano molti punti di contatto. I corsi di cui parlo sono per esempio robotica, intelligenza artificiale, ricerca operativa, visione artificiale e così via.

Tutte quelle tecnologie che permettono a un computer di bordo di far volare un boeing, di gestire il traffico e la logistica di automezzi, i robot che quotidianamente e invisibilmente rendono la vita più semplice a molti esseri umani, non sono solo il frutto di meccanici, elettronici e altro. Ci sono anche informatici dietro. L’ingegneria dell’informazione è qualcosa che abbraccia tanti rami anch’essi, come quelli citati in precedenza, unici nel loro genere. Pensiamo all’elaborazione naturale del linguaggio, alle tecnologie che sfruttano l’elaborazione delle informazioni di un’immagine o di un video e alla stessa cosa che stiamo facendo io e te in questo momento… scrivere su internet e condividere alla velocità della luce. Non è forse ingegneria questa?

Una postilla riguardo alle materie “inutili” per un ingegnere informatico come fisica, analisi, chimica, geometria… e per esempio… gli ingegneri che hanno progettato e sviluppato librerie come OpenGL, DirectX e che hanno ricercato e messo a disposizione di grafici e registi le tecnologie per fare capolavori come quelli della PIXAR? Pensi che si siano inventati le leggi su cui fare funzionare lo shading, il raytracing, e compagnia cantante?

In definitiva, scusandomi per essermi dilungato tanto, io ritengo che l’ingegnere informatico, come figura generale, sia a tutti gli effetti un ingegnere alla pari di tutti gli altri, con competenze diverse e uniche. Non affermo in alcun modo quale di tutti gli ingegneri possa ritenersi il più “importante” altra dispita da molto aperta, tuttavia l’ingegnere informatico rimane, a mio parere, un ingegnere.

Come non finirò mai di ripetere, il fatto che il 90% degli ingegneri informatici finisca per fare un lavoro che non è prettamente da ingegnere informatico non nega l’affermazione precedente. Ma sono sicuro che se improvvisamente progettare motori per automobili diventasse il maggiore trend di mercato, le iscrizioni a ingegneria meccanica e aerospaziale non sarebbero di 10 iscritti all’anno ma di 1000 e presto gli “ingegneri meccanici” neolaureati si troverebbero freschi freschi d’accademia 50 allettanti offerte di lavoro per avvitare bulloni in qualche officina multinazionale.

17 01 2010
dq

Sono un perito informatico, degli anni 90.
iscritto per alcuni anni a scienze dell’informazione, previsti 19 esami, piuttosto corposi.
Durata 4 anni, tempi medi di laurea 7.

Purtroppo sono stato “rapito” dal lavoro, quando ero ancora studente, erano altri tempi l’IT assorbiva facilmente diplomati, soprattutto in inf (e non erano molti).

Cosa e’ cambiato.
Quello che oggi si fa in ANI e ANII, ma per citare solo matematica, sono argomenti che studiavo alle superiori, in quarta e quinta. Addirittura piu facile delle “mie” An I e An II dell’uni.
Gli argomenti sono vari, vasti, un po di chimica (ma non sei un chimico, e non e’ niente di piu’ di un approfondimento delle superiori), un po di fisica (idem), un po di sistemi automatici, un po di elettrotecnica, elettronica..ma POCA, POCA informatica.

Un neo laureato, triennale, nel mondo del lavoro e’ un po spiazzato, non e’ un programmatore (basta guardare il programma per Poli di TO per capire davvero la “pochezza” della programmazione C, Java che sia), non e’ un sistemista, ha una vaga idea dei processi, qualche comando Unix (a meno di non smanettare molto a casa con linux), sa fare qualche query, ma NON e’ un DBA.

Ai “miei” tempi, a Sistemi durata annuale, si progettava un sistema sparc (risc) emulato su x86, completo di compilatore, sostenendo scritto, orale, laboratorio.
Oggi sono davvero 4 concetti di s.o. 2 gradi di fork/join e nulla piu.

Oggi coordino degli ing nel lavoro, sono a tutti gli effetti un diplomato (anche se con studi universitari), e l’apertura mentale, il saper raccogliere le informazioni, elaborarle, e’ solo grazie alle forti basi matematiche.

Il “titolo” di Dott. in una grande azienda, serve piu’ in la nel tempo, dopo 10-15 anni, quando si dovra’ diventare magari responsabili di un gruppo.

Ma tra 15 anni, quando bene o male saranno TUTTI Dott, farà forse la differenza, il tempo di laurea, il voto.

Condivido con il post iniziale. La laurea in Ing. Informatica nel suo specifico, non serve a nulla, se voglio software puro, prendo un Informatico “vero”, se sono mirato sull’HW prendo un ing. elettronico, se mi serve un ecomista..un laureato in economia..e non quella che ritengo DAVVERO inutile..Ing. Gestionale.

5 02 2010
Luciano

Davvero bello questo blog!
E’ interessante vedere che una discussione cominciata due anni fa continua.
Io sono un 35enne iscritto al Politecnico di Torino a ingegneria informatica a distanza.
Non lavoro, nè ho mai lavorato nel campo dell’informatica, vengo dall’artigianato. Qualche compagno di corso mi ha detto: “Avresti fatto bene a restarci”, cioè a non lanciarmi in questa nuova avventura. Con molto entusiasmo studio tutti i giorni, oltre a lavorare e ad occuparmi della mia famiglia e, per fare gli esami faccio 10 ore di viaggio (Sondrio -Torino e ritorno) per ogni esame.
Sono molto contento dei bei risultati che sto ottenendo, ho fatto degli esami, li ho passati con dei bei voti (anche esami con molti bocciati e molti 18). Non ho grandi illusioni sulle possibilità di usare questa laurea per ottenere un lavoro dignitoso, ma non credo nemmeno che sia il caso di buttarsi giù. Ho trovato questo blog proprio perché cercavo un orientamento. Mi interessa vedere cosa potrò effettivamente fare della laurea una volta conseguita (per ora sono al primo anno della triennale).
Voglio dire, quali sono nella realtà (e non nei depliant delle università o in wikipedia) le professioni a cui si può aspirare con questa laurea.
Qualcuno ha già risposto “nessuna”.
Mi permetto di fare un’osservazione:
vedo che molti sono disillusi e incazzati per come vengono trattati dal mondo del lavoro, che sono pentiti di aver studiato per poi essere trattati come chi non ha mai aperto un libro. Anche io sono stato tra queste persone e poi mi sono reso conto che forse questo è un momento per cui molti della nostra generazione passano.
Mi spiego: i miei genitori e tutta la loro generazione (professori e tanti altri di quell’età) mi hanno inculcato l’idea che titolo di studio = possibilità di lavoro. Ho sbattuto veramente la testa contro il muro nel rendermi conto di quanto questo sia sbagliato e, sinceramente, ne soffro ancora (allora perché poi rimettermi a studiare?)
Semplicemente mi sono reso conto che, se l’uguaglianza di cui sopra è sbagliata, forse ce n’è un’altra che funziona meglio (è una mia elaborazione del momento) che dice:
Buona possibilità di lavoro = titolo di studio + capacita di “vendersi” + possibilità nel luogo dove si cerca lavoro + fortuna + apertura mentale (intendo capacità di imparare sempre cose nuove e di non pretendere di saper già fare tutto perché si ha un titolo di studio) + un milione di altri fattori.
La laurea è un addendo, ma non l’unico nè necessariamente il più grande, sicuramente fa la sua parte. Cosa ne pensate?
Ritengo anche che si sia fatta finora, in questo forum, una distinzione eccessiva tra ingegneri, informatici ecc. Non sono compartimenti stagni, non sono caratteristiche di una persona, io non amo dire “sono un artigiano” o “sono un ingegnere”, ma “faccio questo lavoro”, cioè faccio questa cosa come ne potrei fare un’altra (e finora ho cambiato molti lavori), il titolo di studio non è il colore degli occhi, non identifica una persona.
Ogni forma di apprendimento, dallo studio di qualsiasi facoltà allo smanettamento sul computer, porta ad avere delle competenze, se sono quelle richieste ok, sennò trovare lavoro è difficile.
Ma chi vieta ad un ingegnere informatico di costruirsi, oltre alle competenze specifiche della sua laurea, anche delle competenze di informatica ad alto livello come sta facendo il sottoscritto? Non bisogna credere che gli studi siano l’unica forma di apprendimento. Chi si presenta sul mercato del lavoro con i soli studi e senza competenze accessorie finisce in coda nella fila di chi cerca lavoro

8 02 2010
David

Comento diviso in + parti:

Salve, racconto la mia storia di perito informatico che ha frequentato il polito (ing. Inf.).

Mi sono diplomato nel 98 come perito informatico in prov. di CT. Non appena diplomato mi hanno subissato di offerte di lavoro (e tengo a dire che vivo a CT). Io lavoravo già in un azienda informatica da quando ero al quarto anno come assemblatore di PC, poi non appena diplomato mi sono occupato di consulenza nella vendita e per gli appalti (in pratica mi mandavano per studiare i bisogni delle aziende e poi facevo il preventivo sui costi dopo aver analizzato tutto ciò che serviva per realizzare il lavoro).
Fra il 99 ed il 2001 occasionalmente ho fatto pure il programmatore (pagato fuori busta) per tutte quelle aziende che avevano vecchi computer in cui non si potevano istallare i software gestionali moderni e gli occorrevano programmi che partissero sotto dos e ben funzionanti.
Nel 2001 è cambiata la gestione dell’azienda ed il nuovo proprietario ha deciso di mettere i suoi amici (dopo 6 mesi è fallito  ) ed ho quindi cercato nuovo lavoro. Per 3 mesi ho avuto un contratto co.co.co per lavorare presso il centro elaborazioni dati delle raffinerie esso. Poi per altri 3 mesi ho lavorato per IBM presso la marina militare italiana nella realizzazione di alcune cose sui sottomarini (ma non posso dire cosa perché sotto segreto militare). Quest’ultimi mi hanno imposto di non inserire l’esperienza per 15 anni nel cv.
A questo punto sono andato a lavorare per STMicroelectronics per 18 mesi come operaio specializzato. Qui termina virtualmente la mia carriera informatica. Perché? Perché pensavo che con una laurea potessi fare il salto di categoria!!! Mi iscrivo al polito e frequento per 18 mesi. Per ing. Informatica a CT occorreva l’obbligo di frequenza e quindi dovevo abbandonare il posto… abbandono per abbandono ho preferito iscrivermi al politecnico perché quando uno si ubriaca e meglio farlo con il vino buono. Vado lì e che cosa accade. Incomincio a passare glie esami e dopo averne passati 8 mi comincio a domandare l’utilità della cosa! Tutto quello che studiavo era il programma del ITIS ma fatto in modo più frettoloso.

8 02 2010
David

Seconda pate:

Di programmazione ad alto livello professionale non se ne deve parlare. Considerate che gli esami di fondamenti di informatica I e II, programmazione avanzata, programmazione oggetti, base di dati ed ing. Del software altro non è che il programma di informatica delle superiori. La differenza è che alle superiori lo fai spalmato in 5 anni con tanto di laboratorio settimanale, teoria, esercizi via via più complessi ed hai quindi il tempo di metabolizzare mentre all’uni li devi superare in 5 materie in cui studi a stento 2 mesi ciascuna senza nessuna vera pratica… Le materie elettotecnica I e II sono elettronica delle superiori, calcolatori elettronici I e II sono in pratica sistemi delle superiori (valgono le stesse considerazioni dell’informatica), Analisi I, II e III vengono fatti con il nome di matematica e con il nome di statistica alle superiori. Uniche migliorie del conso di ing. Triennale è fisica e chimica che effettivamente sono fatte in modo più approfondito, tutto il resto è fatto meglio a scuola rispetto che all’uni…
Alla fine ho dato altre 3 materie ma poi ho preferito ritirarmi per noia. Mi sono accorto che per i datori di lavoro ing. Triennale in inf. Equivale a diploma e quindi continuare a sprecare tempo e denaro è una cosa inutile. L’unico vero upgrade di ingegneria si ha per chi frequenta quella specialistica ma bisogna calcolare bene il costo/beneficio di tale studi.

Secondo me dovrebbero permettere ai diplomati all’itis di poter iscriversi direttamene alla specialistica (mari previo il superamento di qualche esame del triennale come fisica e chimica) saltando l’inutile triennale. Il triennale a senso per chi proviene dal liceo o da superiori non ad indirizzo informatico ma è una mera perdita di tempo per i periti.

C’è da dire però un’altra cosa, molti periti provengono dai diplomifici e non sanno fare niente e ne ho conosciuti parecchi… ma quelli li sgami subito fuori con il test di ingresso. Perfettamente inutili sono gli albi per ing. Inf. Triennali in quanto nessuno tanto ti richiede firme per fare alcun che. Io ho realizzato come detto prima lavori per la marina e nessuno mi ha chiesto di firmare niente… e le lauree esistevano già in ing.

29 04 2010
Antonio

Fammi ridere… Sicuramente hai abbandonato per altri motivi.. forse non ce la facevi… NON FACCIAMO DISINFORMAZIONE…

30 04 2010
David

Si infatti le materie le avevo ereditate geneticamente…

Non fare tu disinformazione che poi la gente perde 4 o 5 anni di vita appresso ad un sogno e poi si dispera perchè scopre che il mondo è differente da come lo avevano dipinto all’uni!

COnsidera che se a 24 anni non sei sistemato in informatica non ti sistemerai più manco se hai il dottorato… tranne che sei ben appoggiato.

8 02 2010
Luciano

Grazie David
Il tuo commento è stato davvero illuminante. Almeno, se è proprio come dici tu, questo spiega anche perché sugli annunci di lavoro si trova “diploma o laurea” indifferentemente e perché il laureato viene trattato come un diplomato.
Te la senti di darmi ugualmente un consiglio alla luce di quello che ho scritto prima? Però un consiglio in positivo, non un “lascia perdere”. Io non sono un perito informatico (quando ho fatto le superiori io, qualche annetto prima di te, forse non c’era nemmeno come possibilità). Adesso sto imparando un po’ di cose che non ho mai fatto, anche se programmavo in basic e in pascal un po’ di annetti fa e la logica del C è la stessa.

9 02 2010
David

@ Luciano

Ciao, ho letto meglio il tuo post e ti rispondo inquadrando bene il problema.
La tua situazione è particolare inquanto hai contro di te il fattore età. Uno dei motivi per cui, dopo aver superato 11 esami mi sono ritirato è perché mi sono iscritto tardi, cioè dopo 5 anni che già lavoravo a 23 anni e ciò significa che mi sarei laureato probabilmente fra i 27 ed i 28 anni (considero 4.5 anni di media per prendere la triennale come mi hanno detto in segreteria del polito). Mentre ero a Torino ovviamente ho iniziato a cercare dei lavori del campo IT anche part-time per venire incontro alle spese (che per un fuori sede siciliano puoi immaginare essere abbastanza elevate).
Non riuscivo a trovare niente se non lavori in campi che non centravano nulla e dovevo pure spostarmi in treno fino ad Asti. La cosa mi cominciò a suonare strana e incominciai ad indagare sul perché con la mia esperienza nel campo, in una grande città come Torino non trovassi niente. Alla fine un prof. Mi ventilò l’ipotesi che forse era per la mia età. Allora ho fatto una cosa, scrissi un cv fasullo, facendo finta che mi ero laureato a 28 anni con una votazione di 100/110 (media sulla quale ero, in pratica ho simulato che fossero passati i 4 anni per laurearmi) e ho mandato i curricula alle aziende (se mi avessero chiamato per lavoro avrei ovviamente rifiutato dicendo che mi avevano assunto da altra parte). Risultato nessuno mi ha contattato in 6 mesi di simulazione.
In pratica, se in Italia superi una certa età non ti assume più nessuno. Quest’età generalmente è 24 anni per i triennali e 27 per i quinquennali. Può cambiare di zona in zona e fra maschi e femmine. Quando mi sono accorto di questo ho preferito rinunciare e cercare un lavoro da perito. Il problema è che nel frattempo le mie esperienze da perito erano troppo elevate è ho dovuto proprio cambiare settore spostandomi nel ramo finanziario (altra mia passione) diventando dapprima consulente, poi successivamente istruttore. L’informatica la utilizzo per lavori saltuari.
Tornando al tuo caso, e quantomeno evidente che finirai il corso più o meno a 38 anni. A questo punto saresti un neolaureato che deve concorrere con una miriade di gente che ha circa 22 anni con la tua stessa qualifica. Il datore di lavoro, soprattutto quello che considera il settore IT una scocciatura che costa (non rendendosi conto che è la parte che più lo fa risparmiare) a intenzione di assumere una miriade di stagisti a 300 euro al mese oppure gente assunta (anche indeterminata) ma con contratto metalmeccanico che se ti va bene e di terzo livello (cioè 1000 euro al mese). Siccome lo stipendio è basso, il datore di lavoro si fa il conto che tu soffriresti a campare con quel stipendio e opta uno molto giovane (scartando proprio il tuo cv) che per un bel po’ di anni si accontenterà anche di 800 euro continuando a vivere (come dice il ministro, “da bamboccione”).
Se vuoi avere un posto fisso devi quindi puntare all’amministrazione pubblica che per legge non può fare discriminazione in base all’età, ad esempio per fare l’insegnante alle superiori, il problema è che in questo caso ti occorre la quinquennale. Ok che al nord ci sono graduatorie più corte rispetto che al sud per fare l’insegnante, ma dovresti cmq vedere se è una cosa fattibile, cioè vedere quanto tempo impiega mediamente uno appena iscritto in graduatoria a ottenere dapprima il posto di supplenza e successivamente quello definitivo (sperando che non diventi più grande di matusalemme).
A questo punto, che poi è il consiglio che sento di darti, è quello di studiare ing. Informatica fino alla triennale e poi svolgere la libera professione. Per fare questo non ti devi fermare allo studio di quelle quattro minchiate informatiche che ti fanno studiare lì ma devi metterci del tuo. Il tutolo ti serve per poter inserire dott. Oppure ing. Se ti vuoi iscrivere all’albo nel biglietto da visita (che detto fra noi fa aumentare il fatturato), ma per il resto l’informatica te la devi studiare bene e per conto tuo (al cliente interessa software che funziona non titoli altisonanti nella firma).
Devi applicarti allo studio degli algoritmi, quindi di fondamentale importanza sono le materie programmazione avanzata, programmazione ad oggetti e ing. Del software dove oltre a passare l’esame, devi esercitarti parecchio a risolvere problemi di ogni tipo… Poi interessanti sono anche le basi di dati perché ti imparano a creare software gestionali. Per un programmatore puro queste sono le materie che interessano. Se poi vuoi fare applicazioni che si interfacciano con periferiche e cose simili allora diventano fondamentali anche calcolatori elettronici I e II.
Studia bene il c/c++, il java che va di moda ed è utile se vuoi fare software che va bene sia per internet che applicativi (ed entrambi li trovi al polito). Poi aggiungi i seguenti linguaggi in base a cosa vuoi fare: HTML e php e i fogli di stile css se vuoi lavorare nel campo web. C# (per lavorare su applicativi che si interconnettono con internet) e cobol se vuoi fare software per grandi aziende che utilizzano mainframe (sono figure assunte a p.iva pagate molto bene perché rare).
Altre cose che ti potrebbero far lavorare bene sono il sistemista (mi raccomando prendi le certificazioni Microsoft o Linux, Cisco system ecc.) e cercar di venderti alle aziende come professionista esterno (che detto tra me e te e meglio pagato e lavori molto se sai fare il tuo lavoro). Calcola che tu hai la fortuna di vivere al nord dove le aziende non mancano e la crisi aiuta l’inserimento di professionisti esterni che non cercano posti fissi…

Se hai altre domande chiedi pure.

9 02 2010
Luciano

Grazie di cuore!
Ho ricopiato il post per poterlo rileggere più volte. Anche io penso di essere un po’ vecchiotto per cominciare da zero come dipendente, anche se sono sempre disponibile a fare gavetta, nei limiti di ciò che mi posso permettere (ho moglie e figlia a carico). E quel che dici sulla possibilità di fare l’autonomo è proprio ciò che pensavo, mi hai dato delle informazioni preziose su come muovermi e su quali competenze acquisire, esattamente quello che cercavo. Non mi farò scrupolo di farti altre domande, appena ne avrò, per ora incomincio a studiare e mettere in pratica i tuoi consigli, tra l’altro sto preparando l’esame di algoritmi ed ho appena fatto info 2.
Comunque la fortuna di vivere a Catania, se hai potuto restarci, ce l’hai tu. Io sono dovuto venire qui a Sondrio da Matera controvoglia per mancanza di lavoro e sto cercando di andare via di qua (magari emigrando in Spagna o tornando in Messico, dove sono stato meravigliosamente per un annetto). E pensare che ho avuto un’opportunità di lavoro ad Aci Catena e al momento non ho potuto coglierla, mi è dispiaciuto.
Salutami la meravigliosa Sicilia ionica, è da tanto che voglio venire a visitarla e non ci sono ancora riuscito.
Grazie ancora
Luciano

1 03 2010
bisso85

Ciao, secondo me hai scritto delle panzane.
Buon proseguimento.

1 03 2010
Luciano

Ciao Bisso 85.
A chi ti riferisci dicendo che ha scritto delle panzane? Potresti entrare in dettaglio ed esprimere serenamente la tua opinione? Sarà benvenuta

3 03 2010
David

Qual’è la parte con le panzane? Parli del mio CV, dei miei consigli o delle mie considerazioni?

29 04 2010
Antonio

Questo articolo è una gran cavolata… Tutti possono imparare un linguaggio di programmazione ma solo un ingegnere può progettare un software efficiente. Per fare un programmino basta un perito… ma per fare un programma serio serve come minimo un ingegnere informatico specializzato. L’algoritmica è una branca dell’informatica complicatissima che richiede delle conoscenze molto avanzate anche di analisi matematica; inoltre un ingegnere informatico ha anche conoscenze di elettronica(e qui c’entra anche la fisica ovviamente) perché per progettare un software (ripeto) non serve conoscere solo i linguaggi(anzi forse è la cosa che serve meno). Prima di sparare delle cavolate (per non dire altro) informati e ricordati che gli imprenditori non sono stupidi…e che per assumere ingegneri informatici al posto dei periti (che tu metti allo stesso livello degli ingegneri) un motivo ci sarà. Inoltre non credo tu sia laureato sennò non faresti queste considerazioni e anche se lo fossi sicuramente avrai una laurea triennale in una delle peggiori università italiane (cavolo per pensare di avere le stesse competenze di un perito!!!!). Conosco periti e sono un ingegnere e ti posso assicurare che almeno al politecnico di torino la differenza è veramente tanta… Questo articolo mi fa ridere ma allo stesso mi fa anche innervosire visto che questo crea disinformazione e mette in difficoltà i ragazzi che cercano informazioni riguardo al nostro corso di laurea su internet… Ragazzi vi assicuro che questo è uno dei pochi rami che vi assicura un lavoro e che vi fa guadagnare bene…

30 04 2010
David

Se proprio uno deve sviluppare algoritmi super efficenti allora si affida ad un laureato in informatica e non di certo ad un ingegnere informatico. I primi sono gli scienziati del software i secondi dovrebbero esserlo della interconnessione software-hardware ma l’approfondimento della parte algoritmica (e lo so di per certo perchè ho superato le materie tecniche di ing inf) è poco più che quella dei periti…

Ho avuto modo di leggere i libri di algoritmica di quelli di scienze dell’informazione è sono molto più teorici e approfonditi.

Smettiamola di dire cazzate, ing. inf. è stata creata solo per dare posti di lavoro ai prof perchè è quasi ridondante ad ing. elettronica con un mix di scienze informatiche senza essere alla fine ne carne e ne pesce e con molta meno dimestichezza manuale dei periti.

1 05 2010
Antonio

Spero che tutta questa conversione sia uno scherzo… e che abbiate solo voglia di scherzare… State sottovalutando una delle più importanti figure professionali dei nostri tempi… Rendetevi conto di ciò che dite prima di sparare delle cose senza senso… Gli ingegneri progettano e gli informatici scrivono ciò che gli ingegneri progettano… Come l’ingegnere che progetta le case e i muratori che le fanno… Professioni rispettabili in ogni caso ma non sminuiamo nessuna delle due…

1 05 2010
Antonio

Dimenticavo inoltre… Come primo stipendio mi hanno dato 1800 euro e i miei colleghi che lavorano da qualche mese in più di me ne guadagno 2500 circa… Non è un pò tanto per una professione inutile? Non è un pò tanto per una professione paragonabile a quella di un perito? Ma smettiamola… Inoltre ci tenevo a dire che noi ingegneri abbiamo conoscenze in tutti i campi ma questo non vuol dire che non siamo ne carne ne pesce… ma solo che abbiamo conoscenze(ed anche molto approfondite) in tutte le scienze correlate alla nostra disciplina e questo ci permette di apprendere facilmente qualunque cosa e di conseguenza di trovare posti di lavoro in qualunque settore. Spero di essere stato chiaro. In ogni caso rispetto tantissimo le altre professioni quali l’informatico e spero che anche voi facciate altrettanto anche se alla fine non mi importa più di tanto, ma, come detto in precedenza l’unica cosa che mi da fastidio è la disinformazione.

29 04 2010
Antonio

Dimenticavo… c’è anche l’altra colossale cavolate dell’albo… qui guarda mi astengo dal commentare visto che senza essere iscritti all’albo non si possono firmare i progetti… L’ESAME DI STATO SI DEVE FARE PER FORZA… E’ IMPORTANTISSIMO…

1 05 2010
David

Non so perchè la prima replica non è passata, mnolto probabilmente perchè vi avevo inserito un link.

Se hai 10 minuti di tempo cerca su google la voce ingegneri disoccupati. Fra le voci ne apparirà una di un blog di quelli gratuiti dove degli ingegneri parano della loro professione e dei loro mirobolanti guadagni…

NOn dire caxxate facendo apparire stipendi incredibili, perchè a me non mi puoi fregare. Sono ormai consulente finanziario per una grossa banca da 5 anni (da quando ho appunto lasciato perdere il settore IT perchè non si trova più nulla) e conosco una marea di persone di svariate qualifiche professionali fra cui tanti ingegneri e ovviamente anche informatici. Bene, anzi male! Nessuno guadagna più di 1200 euro al mese!!!

Quindi il fatto che tu personalmente hai avuto un gran colpo di culo (sempre che quello stipendio non è da considerarsi al lordo) di guadagnare 1700 € (e i tuoi colleghi 2.250€) non significa che gli altri li guadagneranno. Gli stipendi medi degli ing. inf. se fai un bel giro nei forum (come quello di html, ingegneri punto info ecc) vedrai che sono nell’ordine di grandezza delle mille euro (per chi ci riesce a trovare un lavoro). Che poi è quanto prendono anche i periti… al più dopo svariati anni di carriera possono arrivare a prendere 200 euro in più.

E cmq, l’albo per gli ing. inf. è una cavolata perchè non si capisce che cosa deve firmare… Non progetta case o ponti che serve il rispetto di paramentri legali e quindi anche un “timbro” ed una firma. Se vuoi lavorare e guadagnare da informatico fai come faccio io quando ho del tempo libero. Vai in uno dei siti di “affitto informatici”, vedi le offerte, proponi il tuop prezzo e se è buono ti asssegnano il lavoro. Se sei poco oneroso e lavori bene facendoti un giro i soldi li guadagni e nessuno si domanda che qualifica hai ma solo se il sopftware funziona o no.

2 07 2010
Gennaro

Ciao Antonio. Forse hai sbagliato blog, qui si parla degli ingegneri informatici! Non sono a conoscenza di progetti informatici che richiedano la “firma di un ingegnere” per essere approvati e resi esecutivi. Inoltre, permettimi una domanda: qual’è questa azienda che ti ha dato 1800 euro al primo stipendio e soprattutto che tipologia di contratto ti hanno fatto?
Da un anno e mezzo lavoro in una grossa azienda di telecomunicazioni (sono laureato in ingegneria informatica con orientamento in elettronica e telecomunicazioni), come consulente (quindi il mio datore di lavoro è un’altra azienda ) e ho avuto 1700 euro circa al primo stipendio (io avevo altre esperienze lavorative ma anche i miei colleghi che erano al loro primo impiego hanno ricevuto la stessa paga). Il problema sta però nel fatto che avevo un contratto a progetto di 6 mesi, cioè nessuna garanzia per il futuro, il ruolo che avevamo non era da ingegneri e ci toccava lavorare due fine_settimana al mese ed una settimana di lavoro notturno mensile. Ritengo, a mio parere che prima di esibire simili retribuzioni, lontane comunque dagli stipendi medi di ingegneri informatici freschi di laurea, bisognerebbe descrivere un pò il contesto contrattuale altrimenti si rischia difornire un metro di valutazione, per i ragazzi che stanno vagliando quale facoltà universitaria intraprendere, non del tutto idoneo.

1 05 2010
Antonio

Anche il software ha dei parametri di qualità… cmq in ogni caso lasciamo perdere e che ognuno vada per la sua strada. Io resto convinto delle mie idee perché la mia esperienza di vita mi ha portato a questo… Ciao e buona continuazione

26 05 2010
Ingegnere Informatico

Scommetto che tu sei ingegnere…dell’Ignoranza. Se conoscessi il percorso di studi di Ingegneria Informatica sapresti che un Ingegnere Informatico può ben dirsi Ingegnere a tutti gli effetti. Si studia fisica, meccanica, chimica, si studiano le tecniche di ottimizzazione di impianti informatici, sistemi informativi. Immagazzinare e distribuire l’informazione è difficile e importante tanto quanto distribuire acqua, gas o qualsiasi altro bene di prima necessità. E anzi…credo che sia anche più difficile sotto molti aspetti.

1) Avere la firma di un Ingegnere sul sistema informativo ad esempio di una banca penso che non sia cosa da poco. Sfido a trovare le stesse competenze in “una qualsiasi persona che conosce C o Java”
2) Un Ingegnere Informatico NON è un semplice programmatore. Ha sviluppato abilità logiche e ingegneristiche al di sopra del comune programmatore.
3)L’ingegnere informatico specialista ha più valore di uno triennale? Assolutamente no???? ahahah ma per piacere…ma dove vivi?? sei ridicolo
4) A cosa serve la fisica/chimica/matematica/geometria a un Ingegnere Informatico? Assolutamente a nulla?? AHAHAH…sempre più ridicolo. LA MATEMATICA è INDISPENSABILE per poter fare qualsiasi calcolo di capacità, di banda, di qualsiasi cosa! La geometria viene solo toccata per poter poi fare meccanica o altre discipline per cui servono basi di geometria. Fisica è indispensabile per capire l’elettrotecnica e l’elettronica. Chimica è opzionale e può comunque risultare utile.

Concludo dicendo che un Ingegnere Informatico, di norma non è un semplice programmatore. Questo articolo fa ridere

27 05 2010
David

Il fatto che dopo 4 anni di lotta con l’albo degli ingegneri vi hanno accettato per impinguare le casse dell’ente previdenziale non significa che un ing. Informatico è un vero ingegnere. Se così fosse lo è anche il laureato in informatica potrebbe dirsi ingegnere perché iscritto nello stesso albo, e fra poco anche tutti i perito che stanno premendo per cambiare nome in ingegnere tecnici.

1)Per quanto riguarda quel tipo di lavoro può mettere firma anche un perito.ù
2)Affermazioni tutte da dimostrare.
3)Che i quinquennali valgono di più lo dicono gli stessi ordini degli ingegneri tant’è vero che volevano togliere il nome ingegnere per i triennali, poi per motivi di iscrizioni che si abbasserebbero l’hanno lasciato. Di fatto se controlli gli annunci di lavoro potrai notare senza difficoltà che i triennali sono equiparati ai periti e spesso anche hai ragionieri programmatori o a quelli dell’ipsia.
4)I Calcoli di matematica che si compiono per calcolare una complessità computazionale o calcolare una banda sfiorano il programma delle medie inferiori più un paio di anni delle superiori. Tutta quella matematica serve per poter dare il nome ingegnere ma non si userà mai. La fisica idem a chimica è una presa per il culo. Al MIT per ing. Informatica non fanno chimica, fanno solo un modulo di matematica ed uno di fisica, non fanno elettrotecnica e stranamente sono consideratati ingegneri migliori di quelli italiani… I brevetti che producono quegli ingegneri sono più di quelli prodotti da qualunque università nostrana in ingegneria.
Per la considerazione finale cosso aggiungere che hai ragione. L’ing. Non è un programmatore, è una figura a cavallo fra un analista programmatore e un ing. Elettronico non eccellendo in nessuna delle due discipline. Se cerchi un progettista informatico di altissimo livello prendi un laureato in informatica, se ne cerchi uno più economico prendi un perito, se devi progettare circuiti elettronici prendi un ing. Elettronico… L’unico vantaggio del ing. Informatico è il suo appeal nel nome.

5 09 2010
Marco

Allora io sono un Ing. Informatico, vecchio ordinamento, quindi dopo aver sostenuto gli esami di abilitazione posso svolgere la professione di tutti e tre gli albi, ovvero Civile e Ambientale, Industriale e dell’Informazione, pertanto ho il beneficio del valore aggiunto alla mia professione.
Ritengo inoltre che per la preparazione che riceviamo abbiamo molte più competenze rispetto ad altre ingegnerie…che non sostengono alcuni esami come quelli di elettrotecnica.
Rifacendomi a quello che scrivi nel tuo articolo circa l’ingegneria come definizione dici che è la ricerca delle soluzioni che migliorino la vita…ecc ecc…e non credi che i PC con i loro programmi e con internet aiutino???
Per non parlare che in tanta tecnologia che semplifica la vita…vedi navigatori, cellulari, ecc ecc…il ruolo dell’ingegnere informatico (e non dell’informatico puro) è di fondamentale importanza anche per lo sviluppo dell’Hardware (bada che le cose sono strettamente correlate).
Concludo facendo riferimento al mio testo di Ingegneria del Software che affronta la diatriba tra la cosiddetta ingegneria tradizionale e quella informatica…dicendo che in effetti la differenza sta solo nei prodotti e nella loro efficienza…poichè un bug in un programma è accettato e tollerato…mentre un “bug” nella struttura di un ponte grazie a Dio no, fermo restando che l’approccio è lo stesso.
Poi dico che l’ingegnere ha l’approccio al problem solving che lo caratterizza…perchè come l’ingegnere informatico può essere sostituito da un diplomato ecc ecc, lo stesso dicesi per le consulenze…di ingegneri che poi non sono laureati.

21 10 2010
Antonio

Sono un Ingegnere informatico che ha fatto molta esperienza sul campo. Conscio del fatto che l’università italiana non e’ in grado attualmente di fornire strumenti e conoscenza adatte a svolgere lavoro da ingegnere ti posso però assicurare che la figura dell’ingegnere informatico e’ molto diversa da come la descrivi tu.
Nessuna figura professionale diversa da quella dell’ingegnere informatico e’ in grado di risolvere problematiche che invece un ingegnere informatico affronta quotidianamente. Basti pensare allo sviluppo di software di modellazione, simulazione o ancora interfacciamento e controllo con annessa programmazione di microcontrollori per capire che l’ingegnere informatico e’ l’unico che dispone delle conoscenze necessarie (anche matematiche, fisiche e chimiche che sono il pane di ogni ingegnere degno di questo nome) per risolvere queste tipologie di problemi.
Che poi qualsiasi ingegnere che esce dall’università italiana non e’ in grado almeno nei primi anni di aprirsi uno studio perchè non saprebbe neanche da dove cominciare per risolvere un banale problema che un ipotetico cliente gli porta davanti e’ un altro paio di maniche.
Bisogna distinguere l’Ingegnere Informatico dal neolaureato italiano perchè le differenze sono enormi. Solo dopo diversi anni di esperienza le due cose iniziano a combaciare. Un ingegnere Informatico neolaureato purtroppo ( colpa dell’università) è incapace di risolvere problemi concreti ed e’ questo lo scoglio che ogni studente deve superare. Il vero esame è proprio questo, passare dai libri alla pratica e questo non te lo insegna la scuola.
Se non mi credi chiedi ad un semplice programmatore (ma anche qualsiasi altra figura che non sia un ingegnere informatico) di sviluppare un sistema di controllo completo per una macchina a controllo numerico (software ed hardware ad esempio per una fresa a 4 assi) e vedi cosa ti risponde.

22 10 2010
Patrik

Concordo sul fatto che su software di nicchia come la modellazione o cose simili l’ingegnere ha un vantaggio enorme dovute alle più approfondite conoscenze di matematica e fisica ma non su quello dei microcontrollori.

Io da perito ho studiato a scuola sia gli intel 8051 con la programmazione C o assembly con tanto di evaluation board e le applicazioni funzionavano e come per controllare cose di tutti i tipi (si va da distributori di caffe, a lettori vhs, a macchinari automatici in cui si doveva tenere sotto controllo velocità, temperatura, direzione eccetera e addirittura un simulatore di ABS per autoveicoli).
Poi si fanno i PLC con tanto di laboratorio con delle simulazioni di catene produzioni industriali con tutte i movimenti da controllare. Magari il perito non ha conoscenze approfondite di matmatiche (anche se arriva a finire il programma di analisi 2) però il lavoro lo sa fare. Certo non gli commissionerei mai il software del radar di una torre di controllo, ma il 99,9% del software che si produce in nazioni come la nostra può andare tranquillo.

IN ogni caso vorrei ricordare che fino a metà anni 90 non esistevano i laureati in materie informatiche (ne ing. ne dottori) in quanto la prima università è stata quella di Pisa a introdurre il corso nel 89 e quindi neine laureati almeno fino al 94 (per chi si è laureato in tempo). Eppure l’informatica fino ad allora aveva fatto passi avanti in italia enormi solo con i peiti informatici e qualche ing. elettronico per l’hw. Ora siamo tutti ingegneri e dottori ma guardacaso lo sviluppo informatico, proprio a partire dalla seconda metà degli anni 90 è crollato in modo verticale e aziende come olivetti che prima erano al top in pratica manco esistono più…

Secondo me quì c’è troppa chiacchera, troppa fuffa e poca sostanza, siamo buoni solo a dare aria alla bocca a partire da cv. Non è un caso secondo me che adesso in molti annunci di lavoro associano la laurea al diploma nel campo informatico…

22 10 2010
Antonio

Ci sono cose che un non laureato in ingegneria non può affrontare perchè manca delle basi necessarie a comprendere certi argomenti. Se la scrittura di un software per interfacciarsi ad un database e’ fattibile per chiunque abbia letto un manuale for newbye sul visual basic la progettazione e stesura di software orientati al datamining per rilevare frodi fiscali o sistemi di controllo numerico complessi o ancora sistemi telemetrici diventa proibitivo. Il motivo e’ molto semplice ed e’ legato semplicemente al fatto che mancano le basi per la comprensione di questi argomenti. Basti pensare semplicemente che chiunque non abbia fatto analisi matematica II incontra difficoltà enormi a capire argomenti come ad esempio le reti neurali (l’algoritmo backpropagation usa per es un metodo di riduzione dell’errore basato sul gradiente e senza questo concetto di analisi e’ impossibile capire davvero come opera l’algoritmo). Per farvi capire meglio ho un cuginetto di 13 anni che con i microcontrollori di Microchip costruisce semplici robot e funzionano. Da controllare semplici robot a costruire un complesso sistema di controllo per una macchina come una fresa numerica ce ne passa però. La differenza diventa poi la qualità che il cliente si ritroverà fra le mani sotto forma di un macchinario che puo’ essere preciso ed efficiente (se costruito bene) o impreciso e non efficiente (se abbozzato alla buona).
Un muratore e’ in grado benissimo di realizzare una casetta di campagna senza che questa crolli. Ma quando si tratta di realizzare un palazzo senza i calcoli di un ingegnere le cose diventano non realizzabili in modo efficiente e sicuro. E’ questa la differenza fra l’ingegnere informatico e le altre figure che non viene compresa e tale mancanza di comprensione deriva semplicemente dal fatto che l’ingegnere informatico viene visto non come un progettista ma come un programmatore.

22 10 2010
Patrik

Ti ho replicato sotto.
La risposta non è solo per te ma è più a livello generale.

22 10 2010
Patrik

Allora, lungi da me dire ce un ingegnere non serve anzi.

Quello che intendo dire è: considerando che solo lo 0.1% del software a complessità tali da richiedere conoscenze ingegneristiche, ha tutta questa importanza prendere la laurea? Non sarò un grande economista ma facendo due conti della serva il ritorno dell’investimento mi pare che solo per alcuni laureati più fortunati ritornerà indietro con un vantaggio economico altri saranno a perdita libera per fare ciò che avrebbero potuto fare con un diploma specifico.

Per quanto riguarda i software di controllo e cose del genere. COnsidera che fino a non molti anni fa, circa 5/6 per intenderci, qualunque software girasse nelle banche, nei bancomat, tutti quelli delle aziende che usano robot in catena di montaggio, tutti i gestionali eccetera erano fatti in tutto e per tutto a partire dall’analisi a finire dal semplice editing da diplomati.

Ti dirò di più. Fino a qualche anno fa i laureati in scienze dell’informazione (cioè i dottori dell’informatica) non avendo un loro albo erano costretti a far mettere firma ad un perito nei loro software. Io sono iscritto al collegio dei periti e ho messo un sacco di firme (ovviamente dopo aver controllato il tutto) perchè loro risultavano abusivi. Per dirla tutta, anche quando è entrata in vigore la triennale, per chi è riuscito a laurearsi in tempo (parlo di inzio 2000) per circa 2 anni vi fu un buco legislativo in quantogli ing. informatici non avevano albo (poi fu fatto) e avevano bisogno di firme di periti…

Ora, se prima eravamo buoni per fare software in tutti i campi compreso quello militare come mai ora non lo siamo più? il programma di studi è rimasto uguale e si è parecchio aggiornato negli ultimi anni, nessun triennale è mai riuscito a dimostrare dati alla mano che riesce a fare programmi più efficenti o meno bagati di quelli dei periti però sembra che ormai siano diventati la panascea di tutti i mali… salvo poi vedere gli annunci di lavoro.

Secondo me, il laureato in ing. informatica serve ed è quello vecchio ordinamento; il triennale altro non è che il programma dei periti a cui hanno tolto i laboratori ed hanno inserito le dimostrazioni dei teoremi. E’ sufficiente questo per dire che sono ingegneri? e sufficienti per considerarsi dottori?

Insomma per farla breve: è meglio fare 5 anni di informatica, 3 di elettronica, 3 di calcolatori elettronici, 3 di statistica e calcolo numerico eccetera di cui metà delle ore sono di laboratorio oppure e meglio dare le singole materie, spesso senza manco aver frequentato un laboratorio e a cui si è dedicato la media di 2 mesi ciascuno? Secondo me non c’è modo di dimostrare ne matematicamente ne in altri modi che un ing triennale abbia più conoscenze di un perito che ha svolto il doppio di ore di studio in 5 anni rispetto ai 3 dell’ing.

QUalcuno dice che un triennale ha studiato 3 anni in più ma non è vero: percaso nei licei qualcuno ha fatto elettronica, elettrotecnica, analisi di programmazione, plc eccetera? Fare 5 anni di latino, filosofia eccetera non significa aver studiato 5 anni in più (con questa considerazione mi riferisco ad alcuni che di tanto in tanto sento parlare in giro nei forum specializzati).

Calcola che io faccio parte di tanto in tanto (a chiamata in somma) del team di selezione dei nuovi candidati per una nota agenzia interinale e quando intervisto gli ing. triennali in informatica se ne sentono di tutti i colori. In compenso ho notato che i triennali di informatica se la cavano bene anche se però di hw ne sanno poco. Un’ altra cosa che ho notato è che i migliori sono i periti che prendono pure la triennale… Hanno sia la capacità di fare dei periti sia una maggiore astrazione mentale che permettono di farlgi fare tutto. Mentre chi ha solo il diploma ha una tale astrazione mentale stile (ing+ perito) solo quando ho notato avere un QI elevato. Un ing. (di qualunque durata) riesce a lavorare bene se è al contempo anche una persona molto razionale e anche smanettona.

1 11 2010
J

Premetto che ho una fortissima passione per l’informatica e quindi da quando avevo 12 anni ho sempre studiato (non giocherellato) informatica.

Sto’ frequentando Ingegneria Informatica…
Devo dire…che sto’ pensando seriamente di abbandonare il corso a meno che
il mio senso di dovere non prevalga in modo da frequentare solo per ricevere il titolo di ingegnere che fa sempre comodo.

Già dall’inizio sono rimasto di sasso per la,passatemi il termine,stupidità degli argomenti delle lezioni di informatica che sono di una banalità disarmante,e ora che sto’ proseguendo la cosa non sempre migliorare e ogni giorno devo sopportare l’umiliazione di assistera a una lezione di tale livello che,se una persona si limita a studiare solo quello detto,uscirà al livello di uno studente di 4° itis informatico.
Per le altre materie,mi trovo bene perchè sono una bella sfida e sono impegnative,ma solo il fatto che io stia frequentando ingegneria informatica per avere un livello di istruzione così basso mi fa imbestialire…
Farebbero meglio a chiamarla “Ingegneria applicata all’informatica” o in qualche altro modo…

11 11 2010
Piero677

Anche io sono un ingegnere informatico (vecchio ordinamento)…
Secondo me c’è un errore di fondo nel confondere materie che servono alla professione lavorativa da materie che apparentemente non servono…
Io penso che tutte le materie del corso di studi, a partire dalle nozioni più teoriche, servano eccome! A prescindere dal lavoro svolto, il bagaglio di un qualunque ingegnere deve essere completo e le materie che apparentemente non servono, hanno solo il ruolo di aprire maggiormente la mente.
Oggi, grazie ad analisi matematica e fisica I e II, durante i miei w.e. mi DIVERTO a impartire lezioni private, grazie a elettronica, elettrotecnica o teoria dei circuiti, mi diverto a modificare gli impianti elettrici e elettronici su auto e moto, modifiche all’impianto elettrico di casa, sistemi di allarme e videosorveglianza e mi diverto con i segnali audio/video.
Eppure il mio lavoro è sistemista/programmatore… e ringrazio mille volte chi mi ha invogliato a non mollare e ad andare avanti con lo studio delle materie teoriche (che ritenevo inutili perchè nulla avevano a che fare con la programmazione) se oggi ho modo di spaziare nella progettazione (per ora solo a livello hobbistico) di ciò che non è informatica!
L’ingegnere informatico è ingegnere perchè studia e comprende le basi di ogni branca dell’ingegneria. Se poi uno si iscrive a ingegneria informatica per approfondire solo le materie informatiche, allora non ha proprio l’idea di cosa vuol dire ingegneria… studiando su dei buoni libri di programmazione, si può diventare programmatori molto più esperti di ingegneri informatici, ma ci si può scordare il bagaglio culturale di base che qualunque ingegnere DEVE avere per essere tale…
Concludo che Leonardo da vinci non era un informatico, non era un edile, non era un meccanico… ma forse era tutte queste cose insieme perchè grazie al metodo sperimentale era semplicemente un ingegnere! 😉

11 11 2010
Patrik

Pensa che io per lavoro ho relaizzato intere periferiche su slot pci e ho solo il diploma e tu hai avuto bisogno di una laurea per fare qualche modifica agli impianti elettrici? Pensavo foste in grado di fare cose molto più complesse!!!

In ogni caso con Leonardo hai sbagliato esempio in quanto lui è un autodidatta, in pratica è simile a quelle persone che insegnano a programmare a tentoni. La sua famiglia avrebbe voluto che andasse all’uni per studi legali ma lui rimase a casa a studiacchiare le cose per conto suo con suo nonno che cercava di fargli da tutore (il quale non era tra l’altro istrito e gli insegnò a scrivere alla rovescia).

Ma forse e proprio per queso che fu un così bravo inventore visto che non aveva condizionamenti mentali e vedeva il mondo senza dogmi. Non a caso tutti i più grandi pionieri dell’informatica (per fare un esempio) non sono ne ingneri e spesso neanche laureati… 🙂

Il mio prof di informatica mi diceva sempre che per inventare cose nuove bisogna non tener conto di ciò che già esiste o e stato dimostrato altrimenti non è altro che una miglioria!

13 11 2010
Piero677

Infatti pensavi male… una laurea non ti da la preparazione pratica per fare certe cose… ti da solo le basi teoriche… se poi fai pratica, la fai da autodidatta sulla base delle teorie acquisite…
Se tu fossi stato più attento ho detto che un buon libro può darti molto di più di quanto ti da la laurea, ma diventi un tecnico specializzato in un uno specifico settore…
Per me fare modifiche all’impianto elettrico o modificare un impianto elettronico è un divertimento, perchè nella pratica non me l’hanno insegnato all’università, nè è il mio lavoro, nè qualcuno mi ha mai portato in un laboratorio o me l’ha insegnato… e nè pretendo, con le mie conoscenze e con le mie poche esperienze pratiche, di fare il tecnico elettronico!
Quindi un ingegnere potrebbe non prendere mai un tester in mano… dovrebbe bastargli carta, penna e calcolatrice (o un computer)!
Un ingegnere elettronico disegna quello che tu realizzi!
Tu nella pratica puoi avere l’esperienza per dire che alcune scelte di progetto non vanno bene perchè l’impedenza di un conduttore piegato diversamente o avvolto in più spirali ha un comportamento diverso dalle specifiche teoriche del progetto!
stessa cosa vale per gli ingegneri informatici che realizzano le specifiche con carta e penna e li passano ai programmatori,
per gli ingengeri edili che relaizzano progetti su carta e li passano alle imprese di costruzione… e così via…

Ciao

29 01 2011
paolo

Premetto che sono laureato in Informatica.
Penso che queste guerre di religione informatici vs ingegneri siano alquanto poco attinenti alla realtà.
Non mi è mai capitato di entrare in “conflitto” con ingegneri, magari dopo la laurea non sanno programmare con le ultimissime tecnologie (per esempio mi ricordo che ai miei tempi pochi conoscevano l’Object Oriented o il Design Pattern)… ma almeno studiano, si tengono aggornati, insomma apprezzano la conoscenza, hanno una mentalità scientifica e sanno usare la logica per comunicare.

Casomai il conflitto esiste tra chi ha una formazione scientifica (ma anche tecnica/ingegneristica) e chi non ha NESSUNA formazione…mi riferisco ai diplomati (tipo ragioneria) che decidono di fare i “programmatori”.
Senza conoscenze disprezzando tutto e tutti, e che pretendono che per progettare software basta il loro corso di 1 settimana gratuito della regione in php o java.

Sono i polli che si fanno pagare 800 euro al mese, dicono di sapere tutto ma non certificano mai le proprie conoscenze (e se lo fanno usano le certificazioni finte rilasciate dal datore di lavoro e comprate da MS).

Sono i polli che fanno schiacciare verso il basso i nostri stipendi, sono i polli che lavorano in body-rental perché senza intermediazione non saprebbero gestire un cliente.

Sono quelli che dicono che i libri non servono a niente, studiare non serve a niente e conta solo l’abilità.
Loro hanno l’abilità acquisita facendo per 20 anni sempre la stessa cosa.
Poi deridono il laureato che nella prima settimana è imbranato e già alla seconda settimana li supera in tutto.

Ecco questi polli dovrebbero essere buttati fuori in modo da dare serietà a tutto il settore informatico.

22 07 2011
Patrik

Da quello che scrivi sembra che sei incazzato perchè alla fine la figura del pollo l’hai fatta tu!!!

Ammettiamo pure che i datori di lavoro offrono poco perchè sapete fare poco, questa è la legge del mercato, si guadagna per quello che si vale.

Se il mercato non necessita di grandi specialisti, non è mica colpa dei periti e/o dei programmatori ma delle decisioni politche prese dagli industriali nel tempo che possono guadagnare molto producendo tecnologia di livello artigianele. Mossa che permette al nostro paese di rimanere sempre a galla mentre gli altri vanno in continui crack finanziari (vedesi l’iralanda):

23 02 2011
ys0

non serve la chimica la fisica la geometria, l amatematica… sai… la differenza tra un’ingengere informatico e un’informatico è sostanziale, forse non te ne sei ancora reso conto anche se lo sei… sono queste materie che ti danno un’approccio diverso alla realtà e una visione trasversale straordinaria, cosa che l’informatico si sogna… c’è differenza tra scrivere righe di codice per fare un programma e scrivere righe di codice per fare un programma correttamente nel migliore dei modi con sicurezze e ottimizzazione di memoria algoritmica e della velocità di esecuzione… mi meraviglio che un’ingegnere informatico scriva certe cose…

9 03 2011
Alberto

Sono un ingegnere informatico e concordo con chi sopra diceva che il ruolo distintivo di un ingegnere informatico non sta nel creare pagine web in ASP.NET o scrivere macro per fogli Excel (mansioni di cui,a mio avviso,non si dovrebbe occupare nemmeno un laureato in informatica,serve più che altro un diploma di istituto tecnico e una certificazione che attesti un minimo di esperienza nella tecnologia usata per lo sviluppo).
Il problema è,evidentemente,culturale.Molto spesso ai piani alti delle aziende nel mercato IT si trovano laureati in scienze politiche,economia e affini che non sono assolutamente competenti in campo scientifico (va decisamente meglio nei distaccamenti di ricerca e sviluppo delle grosse multinazionali,dove spesso i “capi direttivi” hanno una formazione prevalentemente tecnica) e non sanno che la capacità di programmare è solo una piccola parte del bagaglio di conoscenze di cui dispone un ingegnere informatico (e comunque sempre da intendersi come utile risorsa,mai come tratto distintivo della sua figura).
A dimostrazione di questo basta vedere gli annunci di lavoro delle aziende di consulenza di cui è piena la rete,dove addirittura si fa un minestrone incredibile tra ingegneri informatici,informatici,periti informatici,laureati in matematica,fisica,filosofia e chi più ne ha più ne metta 🙂
A tutto questo si aggiunge una disinformazione quantomai dilagante cui si viene sottoposti dai media e da persone più o meno competenti (sul campo o per sentito dire)…
Il risultato (disastroso) è sotto gli occhi di tutti: aziende IT che assumono gli ingegneri informatici come operai delle caldaie,laureati in ingegneria informatica delusi perchè non capiscono l’utilità di quello che hanno studiato o non hanno possibilità di usare le conoscenze acquisite e (arghhhhh!!!) informatici che dicono di essere migliori degli ingegneri informatici perchè
una volta usciti dall’università sono più esperti nella programmazione C mentre gli ingegneri “non sanno fare niente perchè non sono né carne né pesce”.

Ah,poi c’e’ il mito sempre vivo del “Oggi laureato in ingegneria?Domani assunto a 10000 euro al mese,tra 2 anni ricco di diritto”,ma questo è un altro discorso e non credo sia questa la sede più adatta per parlarne 🙂

28 06 2011
Pipkin

Ciao a tutti, lascio un breve commento pure io…
Concordo nel dire che la laurea oltre che conoscenze più o meno avanzate (che si potrebbero apprendere da soli, anche se non così facilmente – ad alto livello) ti dà una grossa elasticità mentale, che fa comunque una discreta differenza.
Per quanto riguarda la differenza informatica (scienze mfn) – ingegneria informatica ho fatto il confronto con un mio amico che studia la seconda (io faccio informatica a scienze mfn) e devo dire che la differenza è notevole.
A scienze mfn si studia tantissima programmazione, una GROSSA percentuale dei corsi è basata su questa; ad ingegneria informatica la parte relativa alla programmazione è minima, direi, però ci sono varie materie relative all’ingegneria, appunto. Concordo quindi con chi dice che in realtà l’ingegnere e l’informatico ricoprono due ruoli che non sono sovrapposti, han studiato cose diverse sebbene il ramo sia quello.

1 09 2011
FromPerito2Laureato

Lascio anche io un commento, ho trovato tutto molto interessante e vorrei dare un contributo per aiutare a scegliere le giovani leve 🙂
Avete parlato spesso (con difficoltà e disaccordo) di Differenza tra Perito Informatico, Triennale Informatico e Specialistico Informatico.
Io penso di poterla un minimo delineare visto che ricopro tutti e 3 i ruoli 🙂

Da perito informatico post-diploma (con ottimi voti in informatica) sapevo programmare in C++ abbastanza bene, ma comunque tutta roba standard, programmi di 500 righe che smanettavano vettori per contare cose. C’era chi non ci riusciva, ma non è che potevo definirmi il genio della programmazione. Ero comunque pronto per fare il programmatore che non stacca il naso dal monitor in una azienda che mi diceva per filo e per segno cosa fare, ma non l’ho fatto.

Da laureato triennale avevo studiato i sistemi operativi, la programmazione a oggetti, la programmazione concorrente, il funzionamento della cpu, gli algoritmi, la complessità, il c++ a livelli avanzati (intrecci assurdi con i puntatori), la combinatoria, l’elaborazione delle immagini, i protocolli di rete, l’ingegneria del software, l’assembler, l’analisi, la meccanica e l’elettromagnetismo.
Da quel momento qualsiasi cosa “informatica” che vedevo, ero in grado di sviscerarla, e capire SOTTO cosa ci fosse, qualsiasi cosa ad alto livello che vedevo, ero in grado di capire più o meno cosa facesse fino ai bit nei registri della CPU.

Da laureato specialistico ho approfondito diversi argomenti, le mie conoscenze informatiche però non sono raddoppiate, diciamo che sono aumentate di un 40%. Ho fatto una tesi in java, coprendo l’intera fase realizzativa, ho progettato, ho studiato, ho applicato algoritmi, ho programmato, ho personalizzato le SWING del java (mediante massiccio uso di override), ho scritto una tesi di 150 pagine, ho imparato a scrivere bene, a esporre le mie idee con chiarezza.

Detto questo, quando un ingegnere informatico mi da del “programmatore” gli rido in faccia, ma cosa pensate che si studi da noi? Siamo figli della matematica, di Turing e di Dijkstra!

5 09 2011
Astor

Penso che l’ITIS tu l’abbia visto solo con un binocolo. A parte meccanica e campi elettromagnetici hai in pratica elencato il programma ministeriale dell’ITIS in informatica industriale.

E ti assicuro che molte cose vengono fatte alle superiori in modo molto più approfondito di ciò che quelli di ingegneria pensano. Quando abbiamo fatto assembly (e non assembler come hai scritto tu), ci abbiamo sbattuto sopra per un quadrimestre, dopo aver studiato per il quadrimestre precedente il funzionamento dei microprocessori di 3 famiglie differenti. Alla fine del 4° anno ero in grado di scrivere in assembly il driver di una perifierica o di creare un mini compilatore per un linguaggio di programmazione (non completo in quanto era solo un tesina, ma abbastanza per far girare un piccolo programmino). Sarei curioso di sapere quanti ingegneri saprebbero farlo (so che molti saprebbero farlo, ma non è così scontato).

Probabilmente hai confuso i periti con i ragionieri programmatori, ma in ogni caso mi risulta che anche loro fanno gli OOP quindi, te la vedi tu cosa hai fatto.

Poi, è logico che se metti sul piatto anche una specialistica il divario si fa sentire, ma fino a livello di triennale le differenze, se pur presenti, sono minime e solo su qualche cosa tipo i campi elettromagnetici. Daltronde, non ci vuole molto a capire che partendo da zero al primo anno di università, occorrono almeno 2 anni abbondanti di materie prima di arrivare a fere qualli che altri hanno fatto in 5 anni, e solo nel finale si fa qualcosa in più. Tra l’altro all’uni i laboratori si vedono con il binocolo ed in ogni caso, L’itis e più simile ad ing. informatica che non a scienze informatiche.
Chi non ci crede può andare a vedere il programma ministeriale degli ITI. CHe poi capitano scuole di tipoi parificato dove compri il diploma senza studiare oppure una classe dove l’insegnante non sa un caxxo, questo fa parte dell’impostazione dell’istruzione italiana, ma evitiamo di fare di tutta l’erba un fascio.

3 11 2011
FromPerito2Laureato

Ti assicuro che l’ITIS l’ho fatto, indirizzo informatico. Ti avverto però che ho 28 anni, quindi l’ITIS l’ho iniziato 15 anni fa (e terminato 5 anni dopo), magari tu sei un perito più recente di me 🙂
Io i laboratori dell’ITIS me li sono fatti, ed effettivamente si passano parecchie ore al pc, ma sinceramente niente di paragonabile alle ore che devi passare a casa a programmare per prendere la MIA laurea in informatica.
Capisco il tuo punto di vista, e conosco vari ingegneri informatici che oltre a disegnare qualche diagramma di flusso non vanno… ne conosco tuttavia altrettanti che hanno fatto le mie stesse cose.
Avrò anche elencato il programma dell’ITIS, ma sinceramente il mio libro per l’esame Sistemi operativi (il famoso Stallings) penso che in pagine e in complessità batta tutti e 3 i miei libri di informatica delle superiori.
Almeno io il quinto anno di ITIS (ma bada, non so negli latri cosa si faccia) ad informatica ho fatto praticamente solo database, le stesse cose le ho fatte in due esami di Basi di Dati (2 esami su 30 della triennale).
Sull’assembly (perdona la svista) sicuramente hai fatto più tu di me, persino se metto insieme quello che ho fatto alle superiori e quello che ho fatto all’università (dove era solo una parte di un generico esame di Architettura degli elaboratori).
Non credo comunque abbia senso comparare le conoscenze prettamente tecniche che insegna l’ITIS con la componente prettamente tecnica di una laurea (che come già sai, varia molto da laureato a laureato), la laurea serve per altro (vedi il commento di “greeksing” qui sotto) , e difatti ti assicuro che le mie conoscenze, ma in generale il mio approccio all’informatica, è diverso dai miei colleghi laureati che hanno fatto lo scientifico.

1 09 2011
FromPerito2Laureato

Concludo azzardando la mia teoria sulla differenza tra noi e gli ingegneri, nonostante sono convinto che il bagaglio “applicativo” con cui si esce da entrambi dipenda molto dai professori (non esistono professori che hanno studiato per insegnare agli ingegneri, e altri che hanno studiato per insegnare agli informatici) e dalla scelta degli esami.

Gli ingegneri informatici mi sembrano più adatti a progettare soluzioni che coinvolgano diversi apparati informatici.
A sviluppare applicazioni ad ampio respiro, magari per gestire automazioni di processi.
Gli informatici mi sembrano più adatti a sviluppare il singolo software, che anch’esso ha bisogno di progettazione e anch’esso come il sistema di cui sopra può essere molto complesso e necessitare di parecchi accorgimenti per operare efficacemente.

E’ COMUNQUE INDISPENSABILE CHE ENTRAMBI SAPPIANO METTERE MANO AL CODICE, A QUALUNQUE LIVELLO!

Siccome l’analogia con architetti e muratori sembra efficace, cerco di riprenderla.
A un ingegnere informatico farei progettare un centro commerciale, a un informatico un palazzo.

Entrambi devono sapere come si mette in piedi un muro!

Riguardo lo scrivere effettivamente il codice, in ogni programma c’è una parte “core” e una parte accessoria, la prima è complessa e ogni riga pesa, nessun laureato dovrebbe schifarsi di scriverla, anzi! la seconda è lunga è noiosa, e ogni riga è simile ad un altra, ma qualcuno deve pur farla (e qui se la vede l’azienda).

La distinzione comunque rimane teorica, e un laureato informatico con buone basi può imparare a mio avviso a fare bene entrambi.

Spero di essere stato d’aiuto, ho preferito non parlare di “applicare la laurea nelle aziende” perchè è un discorso a se…

19 09 2011
G I

La laurea in informatica non serve a nulla, basta un diploma. Proposte di lavoro per ingegneri informatici? Mmmm nel 2002 ho spedito 115 curriculum, risposte pervenute 3, ho trovato lavoro un lavoro di fortuna e poi nessuno piu’. Dal 2003 faccio lo stesso lavoro, non ho aumentato di un cm la mia posizione nonostante io studi anche di sera (praticamente non esco di casa dal 2009). Lo faccio un po’ perche’ mi piace ma cmq capisco che cosi’ si sacrifica tutta la vita privata. Non consiglierei mai a nessuno una professione del genere. Piuttosto andate a fare i cassieri almeno dopo le 17:30 staccate e potete farvi una vita. Penso che quando una persona muoia, nell’aldila’ lo fanno ingegnere informatico. Il massimo della pena.

10 10 2011
greeksing

Bene.. Ho tanto da dire sul tuo post. A parte che io credo che oggi le lauree di ingegneria da eliminare o accorpare ad altre sono : edile,gestionale, ambiente e territorio,medica, agraria.. che sono una versione giocattolo delle lauree di ingegneria.

Edile( campo costruzioni ingegneria civile) gestionale ( campo dell’economia non dell’ingegneria, e cmq campo della gestione generale ) ambiente e territorio ( campo che a parer mio non fa parte sicuramente dell’ingegneria ma della geologia che si occupa delle perizie idrogeologiche caso mai ne facesse parte ma la giudico inutile come laurea) medica ( l’eresia più totale visto che esiste biotecnologie da anni ) , ingegneria agraria ( facessero la matematica e la fisica di ingegneria invece di iscriversi ad agraria e considerarsi, per fortuna alcuni, ingegneri ).
Ti spiego cosa serve l’ingegnere informatico che mette la firma.
Se sviluppo un software per gestire l’aeroporto, credo di avere “molta” più responsabilità di un ing civile e un “tecnico” non potrebbe prendersi tale responsabilità. Se progetto un sistema di controllo per gli erogatori di ossigeno in un ospedale e sbaglio una riga di comando ci restano secche parecchie persone, ( come di fatto è successo in nord italia ). Se l’abs, esp ,eps della tua euto decidesse di attivarsi per un “errore” mentre sei in autostrada a 130 Km/h sarebbe grave, L’ing.informatico elettronico e meccanico che lavorano insieme ci mettono non una ma 200 firme. Un aereo in volo, immagina quanta informatica ed elettronica c’è in un aereo e come hanno lavorato a morire gli ing informatici, elettronici e aeronautici per far atterrare ( detto in parole semplici) l’aereo in condizioni pessime di visibilità.. quante migliaia di persone si salvano e quante ne morirebbero se il software non fosse semplicemente”perfetto” nei loro progetti, come è!
Hai capito bene, un progetto di un Ingegnere informatico deve essere “perfetto”, non può permettersi la minima sbavatura. deve essere rapido efficace eccellente.
Non è consentito un errore del genere “fatal error, per un errore ffff0x il servizio di controllo dei motori principali dell’aereo è stato disattivato. contattare l’assistenza o provare a riavviare il veicolo”, oppure ancora più esilarante <>
L’ingegneria informatica, elettronica e ing. delle telecomunicazioni(oggi diffusa ovunque) è l’unico campo dell’ingegneria al mondo dove la perfezione è obbligatoria, sul resto dell’ingegneria si fanno compromessi, l’auto può ogni tanto fare i capricci, ma se l’abs o l’esp facessero i capricci su tutte le auto , o il sistema di gestione di un treno, o quello di un aereo di linea, facessero flop come spesso succede a ciò che progetta un “programmatore” o perchè no anche un ingegnere civile, meccanico, elettrico bè “credo” ci sarebbero stragi a mai finire..
Ora perdonami, io non so in cosa sei laureato tu, ma visto che il mondo è tutto informatizzato e visto che di meccanico e civile ed elettrico senza informatica al mondo non c’è più nulla ,nel tuo post leggo solo una grande insaziabile invidia. Non penso che fai parte del ramo, hai detto tante di quelle eresie che un qualunque collega ti prenderebbe per ignorante, ma sei pure presuntuoso.
Ps: casa in campagna l’ha progettata un geometra non un ingegnere.
i lavori di ristrutturazione in casa li abbiamo fatti fare ad una ditta dove non c’è ingegnere.
L’impianto elettrico e di video sorveglianza l’ha fatto l’elettricista, 3° media e 10 anni di lavoro, la firma l’ha messa il superiore diplomato all’industriale.
L’impianto idraulico l’ha fatto un idraulico di 40 anni, non so se ha la terza media ma è perfetto.nessuna firma di ingegnere anche qui..Il videogioco dell’iphone me lo ha fatto un ragazzo di 16 anni, appassionato di programmazione, l’ha messo sull’apple store e via a € 1,50..
Della rete dell’università si occupa un ragazzo perito informatico. E’ esperto di reti di calcolatori..
Secondo il tuo ragionamento tutte queste figure dell’ingegneria non servono a nulla.
Lo dice pure il muratore, <>.. tale è il valore del tuo post a parer mio e tale è la considerazione che possiamo fare noi ingegneri informatici del tuo ragionamento.
saluti

11 11 2011
G

OK. Hai ragione tu. Ma allora manca il lavoro che richiede la figura dell’ingegnere. Io ho trovato solo robetta. Ora sono da un bel po’ in una azienda che non e’ male come stipendio ma crescita 0 sotto tutti i punti di vista. Per non parlare di quando devo trasportarmi i server a spalla per mezza citta’. All’inizio lavoravo con molta voglia di imparare, ora cerco di massimizzare il mio tempo di idle e fare il meno possibile.
Forse ci sono ingegneri ma manca il lavoro. Sara’ per questo che se ne vanno tutti all’estero dove li trattano come si meritano? Forse dovrei fare cosi anche io.

22 11 2011
daniele

Secondo una mia esperienza personale, laureato triennale con un anno di esperienza alle spalle oggi mi ritrovo in Accenture (multinazionale) con uno stipendio da 2000€ netti con un level e e qui la carriera è tutta in salita con tantissimi benefit.
secondo me chi ha scritto questo articolo è uno sficato che non ha saputo apprezzare il proprio sacrificio, di conseguenza non impegna al massimo le sue conoscenze (acquisite all’università e alavoro) per farsi strada tra gli altri.
Gli esami di matematica, fisica ecc oltre ad avere un bagaglio culturale maggiore danno elasticità alla mente e poi un ingegnere informatico progetta e sviluppa software per qualsiasi ambito.

13 12 2011
FromPerito2Laureato

Rileggendo la parte iniziale noto poi qualcosa che non mi torna, io ho fatto il tecnico industriale e le famose “migliaia di ore in laboratorio” ma con la laurea triennale in informatica con il solo esame di “laboratorio di sistemi operativi” (4 crediti su 180) ho fatto un software in C da 4000 righe di codice! E parlo di 4000 righe di codice C, non Java di cui la metà sono getter e setter!
A questo punto deduco che alcune lauree in informatica o ingegneria informatica siano molto ma molto meno operative di altre, altrimenti non si spiega.

6 01 2012
amdani

Io sono un perito informatico, con laurea triennale in informatica e Laurea specialistica, ma vi dico che so fare il mio lavoro solo perchè ho accumulato esperienza (sul campo). Per quanto riguarda i titoli servono solo a fare accendere dispute tra noi simili a quelle dei capponi di Renzo nei Promessi Sposi. Se qualcuno di voi sa scrivere un algoritmo in un qualsiasi linguaggio non è nè per la chimicha, nè tantomeno per la fisica ma perchè ha facoltà logiche che gli derivano dagli studi seguiti (tutti a partire dalle elementari) e dall’impegno con cui affronta i problemi. Le persone da cui ho imparato di più sono un perito agrario e un perito contabile che dirigevano cinquanta programmatori quando ho incominciato a lavorare.

12 01 2012
ing inf b

Salve a tutti, periti, informatici, e ingegneri informatici..
Io sono della “categoria” perito informatico + laurea triennale in ingegneria informatica + abilitazione alla sezione b degli ingegneri (4 prove all’esame di stato). Ritengo che un perito informatico abbia buone conoscenze di base, la laurea triennale da la forma mentis per affrontare determinati problemi (28 esami), la specialistica (11-12 esami) è qualcosa di più, ma non credo cambi la vita a livello di conoscenza.
L’informatica va ad un passo velocissimo, bisogna solo tenersi aggiornati. Ultima cosa..sono d’accordo sul fatto che gli informatici possano accedere all’albo degli ingegneri informatici, sono anche loro dei professionisti.

7 03 2012
Dario

Ti faccio un semplice esempio che forse illuminerà l’autore di questo blog:
Sono ingegnere informatico, lavoro in Francia presso l’Amadeus per definire architetture UML di progetti software e definire il piano di iimplementazione. Partecipo anche all’implementazione (è fondamentale, non solo per il risparmio dell’azienda, ma per avere la situazione sotto controllo del team di sviluppo). Purtroppo non acquisiscono periti informatici (diplomati) per svolgere queste mansioni. L’approccio è totalmente diverso: in Italia basta produrre software in tempi brevi (con sviluppo Agile in modo da migliorarlo nel tempo) a causa di sviluppatori poco preparati nella realizzazione di architetture complesse; in Francia avviene il contrario: esistono sviluppatori e designer che guadagnano 3000 euro al mese e altri che ne guadagnano il doppio. In entrambi i casi non sono diplomati ma solo ed unicamente laureati.
Il mio stipendio iniziale era di 2300 euro: nella media per ii neolaureati. Attualmente intorno i 3100. Se vi limitate alla visione Italia non potrete mai comprendere, in termini pratici, il significato della parola Ingegneria; semplicemente perchè in italia non gli ingegneri non sono considerati tali. I francesi sono, a differenza dell’autore del blog, molto informati: sono a conoscenza di questa differenza. Condivido la camera con un mio ex collega di università che attualmente sta realizzando in C++ il software per uno strumento di riconoscimento automatico delle cellule tumorali interfacciandosi con medici e biologi: uno studio che va avanti da circa un anno e mezzo. (il grosso è stato realizzato in matlab e quindi ora è da convertire) Non possono assegnare cose cosi delicate a periti informatici; inoltre sta impiegando trasformate coseno discreto, wavelet, etc per l’elaborazione delle immagini. Cose che forse nemmeno un laureato informatico sa. Idem per le conoscenze dello spettro, etc. Quindi se non ci state dentro non parlate di cose che non sapete. Sembrate mia nonna, che dopo tre anni pensa, ancora che l’ingegnere informatico è colui che usa il PC.
Ingegneria è sinomino di duttilità, propensione all’apprendimento rapido di cose complesse. Questo è il motivo degli innumerevoli esami complessi, che erroneamente per l’autore del blog, non servirebbero a nulla. Chiediti anche perchè molti studenti, passando da Ing. Informatica a Informatica, iniziano a sostenere esami con meno difficoltà. E’ questa la differenza che voi ignorate, mentre è ben nota all’ human resources. DUTTILITA’.
Espatriate e capirete la differenza!!!

8 03 2012
Astor

Quello che dici tu è verissimo ma, quanti posti di lavoro esistono con queste caratteristiche?

Inoltre, io sono un perito ITIS e mi mancano 5 materie per la triennale di ing. SOno al momento un prof di laboratorio (appunto all’itis) e sto cercando di prendere la triennale e poi la specialistica per diventare prof di ruolo.

Bene, a 5 materie dalla fine, con tutte quelle tecniche già superate, mi posso considerare un ingegnere triennale. Tutto ciò che so riguardo la programmazione e la progettazione di circuiti elettronici la devo all’itis e non di certo all’università.

I miei colleghi di corso non si capacitano delle cose che so fare pensando che bluffi o cose del genere e, quando gli spiego che in un itis fatto bene si fanno più cose che nella triennale di ingegneria non mi credono.

Quello che dici tu, non è possibile che sia svolto da un triennale, al più forse è un lavoro che può svolgere un ingegnere informatico magistrale e non ne sono manco sicuro!

E’ sicuramente vero che all’estero l’informatica è considerevolmente più sviluppata che da noi. Se vai in california o in giappone lo è ancora di più rispetto a ciò che hai visto in francia. Però, noi siamo in Italia e con questi parametri dobbiamo confrontarci!

Nel nostro paese l’informatica a livelli elevatissimi si utilizza solo in aizende tipo alenia, finmeccanica e cose di quest tipo; generalmente settori che hanno a che fare con armamenti o con tecnologie delicate. COnsiderando però che siamo un paese manifatturiero, il 99,9% dell’informatica ha a che fare con software gestionali e siti internet. Questo ti spiega il perché il campo è quasi del tutto dominato da periti infromatici.

Detto ciò devi fare riflessioni riguardo i costi benefici, i costi ricavi e, infine, l’efficenza sistemica di scelte tipo ingegneria. Vedrai delle belle sorprese.

I 3k euro al mese in francia sono paragonabili a poco più di 1.5k in italia, alla fine guadagni quanto un perito da noi. Se tra l’altro quì inizi a fare come me, software in proprio i guadagni arrivnao a 3/4k euro anche da noi senza bisogno di spostarsi e perdere anni e anni appresso a difficoltà.

Purtroppo, grazie alla scelleratezza di Carlo de Benedetti che ha distrutto olivetti un paio di mesi prima del boom del settore IT, L’italia resterà così per decenni ancora…

8 03 2012
Dario

In Francia ho tutto. Ho amici, la costa azzurra è bellissima. Ho ormai dimenticato le strade dissestate. Nelle belle giornate noleggiavo una bici per spostarmi. Anche se i mezzi sono efficientissimi ed economici perchè tutti pagano il ticket. Per farti capire fai il biglietto sul bus e/o tram passando lo smartphone su un apposito dispositivo. Non devi preoccuparti di acquistarlo o di fare le corse; infatti perso il primo dopo poco ne passerà un altro.
Io guardo anche queste cose. Tornare in Italia significherebbe rinunciare a queste cose. Ora stanno installando piazzole ampie per noleggiare le auto elettriche. Sono ancora costose ma il prezzo sta scendendo. Si paga tutto con la carta di credito. Il clima è bellissimo. Anche la spiaggia pubblica è attrezzatissima: pensa che ha le docce gratis e un’area ricreata con la sabbia per i nostalgici. Infatti la costa è prevalentemente ciottolata.
Sinceramente non è semplice lasciare il paese che ti ha messo al mondo. Ma ti abitui. Soprattutto non potrei tornare perché dovrei ridimensionarmi in tutto. Quello che ti posso dire, anzi vi posso dire, è che se scegliete l’estero dovrete dimenticarvi di tornare in Italia perchè difficilmente accetterete le nuove condizioni.
Riesco a mettere da parte più soldi di quelli che riuscirei a guadagnare in italia svolgendo le stesse mansioni. Le prospettive di crescita sono elevatissime: esiste la meritocrazia. Se sei bravo cresci tantissimo. In sede ci sono molti italiani; molti di essi ai vertici.
Non escludo che in Italia non si possa fare carriera, ma sicuramente il percorso impone più ostacoli. Il più grosso, come già detto, è la meritocrazia. Laureatomi con la lode in Ing. Informatica, ebbi diverse offerte di lavoro; non ricordo bene, mi sembra circa tre o quattro nel giro di un mese. Sin dall’inizio, nulla di promettente. Chi stage, chi a progetto, qualcuno determinato. Orari di lavoro inconcepibili per chi ama la vita sociale. O sono stato sfortunato io oppure non so. Comunque a giorni io e il mio amico posteremo qualcosa sul sito http://nuke.mollotutto.com/Default.aspx?tabid=345 per condividere le esperienze con altri italiani.
Quello che posso consigliare è: “provate, in termini di carriera, a costruirvi qualcosa di solido in italia; ma se ciò non dovesse succedere non esitate a cambiare; soprattutto decidete in tempi relativamente brevi, perchè ognuno di noi, ambientatosi in una realtà, difficilmente cambierà le sue abitudini e quindi rinuncerà a quell posto di lavoro. Anche se mal retribuito.”
Sono onesto. Comunque non è stato semplice lasciare l’italia. Ma non ci vuole molto per capire di aver preso la decisione giusta.
In francia i media parlano molto dell’italia (ridicolizzata) e della germania (elogiata). Quello che mi chiedo è cosa potrà mai offrire in più la germania rispetto alla francia. Boh? Purtoppo il clima della germania, idem per l’inghilterra, non si avvicinano nemmeno lontanamente al clima italiano-francese. Questa è l’unica cosa che ha condizionato la mia scelta Francia – Germania- Inghilterra.
In ogni caso auguro di cuore all’italia di uscire da questa crisi, di diventare competitiva. Di ripristinare l’immagine, bellissima, che aveva un tempo.
In bocca al lupo di cuore.
Dario

16 06 2012
Raperunzel

Ingegnere Informatico non serve a nulla?? Sono indeciso se darvi degli ignoranti in materia o degli invidiosi. Analizziamo una volta per tutte l’ingegnere: un ingegnere ha tutte quelle materie di base perchè, mettiamo caso non si riesce a trovare lavoro, possiamo comunque darci ad altri campi e firmare progetti. UN PERITO NON PUO’ FIRMARE NULLA DI CONCRETO. Per una valenza deve firmare anche un Ing. comunque, questa è un’altra storia. Per quanto riguarda l’ingegneria informatica, non bisogna confonderla con l’informatica pura. Tutte le delusioni che incontrate derivano dal fatto che non siete a conoscenza del vero programma di ingegneria. Mettiamola così: un ingegnere studia, analizza, e dirige, un informatico scrive. Ma la parte di analisi di un progetto informatico, il cuore essenziale di un buon software, spetta ad un ingegnere perché più preparato e, diciamolo, più teorico. Dato che quindi l’analisi sta alla base di una progettazione di software (ma anche di qualsiasi altro tipo di servizio), un ingegnere informatico sta alla base del software/hardware.

Se poi vogliamo sintetizzare le vostre vicende lavorative, possiamo dire che in Italia non si cerca la qualità, ma la quantità (i soldi che le aziende devono pagare). Molte aziende, infatti, cercano una persona specializzata in una sola cosa non perchè serve quella figura, ma perchè “costa meno”. Conosco infatti 3 persone laureate in ingegneria che hanno mandato il curriculum in Italia e sono stati contattati da un’azienda informatica, questa azienda cercava figure specializzate in databases, loro hanno detto di essere ingegneri informatici, ma non sono stati presi. Hanno fatto girare i curricula un pò in tutto il mondo, fino ad essere stati chiamati in Svizzera. L’azienda svizzera era una banca e cercava la stessa figura professionale però ne cercava più di una per la creazione di un team. C’erano 5 persone di cui 3 erano questi miei amici, e 2 erano Dottori in Informatica. Sono stati presi i 3 ingegneri. La motivazione è stata: “Voi ingegneri avete molte più conoscenze, sapete analizzare e risolvere problemi in questo campo grazie ad uno studio approfondito di data mining ….”. I due programmatori sono stati presi comunque dall’azienda. Il loro ruolo però è alle dipendenze dei 3 ingegneri, fanno tutto quello che gli viene impartito dagli ingegneri e non possono scrivere nulla se non gli viene autorizzato: ecco la “famigelata” firma di un ingegnere.

17 06 2012
Astor

Ho superato proprio l’altro giorno l’ultima materia di ingegneria e quindi adesso parlo da ingegnere con diploma itis.

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un ingegnere ha tutte quelle materie di base perchè, mettiamo caso non si riesce a trovare lavoro, possiamo comunque darci ad altri campi e firmare progetti.

Scusa ma che siamo prostitute? Noi lavoriamo nell’informatica, al più nell’elettronica e non ci possiamo dare in nessun altro campo.
I progetti in altri campi li potevano firmare solo gli ingegneri v.o., quelli di n.o. sia triennali che magistrali possono firmare solo progetti strettamente inerenti al proprio campo.
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UN PERITO NON PUO’ FIRMARE NULLA DI CONCRETO

Mi sa che non conosci le normative in materia. Un perito ha, nel 99.9% dei casi, pari potere di firma di un ing. (spesso compreso i magistrali).
Io sono al momento iscritto al collegio dei periti settore informatica (dopo la discussione della tesi cercherò di passare a quello degli ing.) e le limitazioni sono calcolate rispetto a tecnologie antiche di decenni.
Ad esempio un perito informatico può firmare progetti che non devono superare capacità di elaborazione che necessitano di più di 5 server (dicitura molto ambigua). Calcola che oggi gran parte dei progetti funzionano utilizzando un unico server.

Gli ing triennali sez b. hanno il limite a 10 server i quinquennali non hanno limite ma, ripeto, poteva essere una discrimanante negli anni 80 ma oggi… Certo, sempre avere un lmite in meno, motivo per cui voglio entrare nell’ordine degli ing.

In ogni caso mi p capitato di firmare solo 4 progetti su centinaia di lavori e solo perchè erano per enti statali. Gli altri se ne fregano delle firme.
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Per una valenza deve firmare anche un Ing. comunque, questa è un’altra storia.

Ma almeno le hai studiate le normative. Quello che dici tu sembra più una speranza che un fatto.
Se un collegio ti da potere di firma non serve nessun altro che controfirmi altrimenti non si vede perchè ci sia il collegio.
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Ma la parte di analisi di un progetto informatico, il cuore essenziale di un buon software, spetta ad un ingegnere perché più preparato e, diciamolo, più teorico.

Ma quando mai… Il fatto che il nostro percorso sia più pesante di quello degli analisti non significa che siamo più bravi a fare progetti informatici. Noi studiamo materie che ci permettono di interlacciare l’informatica ad altri ambiti quindi: se il progetto è puramente informatico è meglio che lo faccia un teorico dell’informatico.
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Se poi vogliamo sintetizzare le vostre vicende lavorative, possiamo dire che in Italia non si cerca la qualità, ma la quantità (i soldi che le aziende devono pagare). Molte aziende, infatti, cercano una persona specializzata in una sola cosa non perchè serve quella figura, ma perchè “costa meno”.

Per mia esperienza le aziende cercano l’efficenza sistemica. In pratica ciò che ha il miglior rapporto qualità prezzo. Se deve fare tecnologià di medio livello non ha alcun senso pagare lo stipendio più alto di un ingegnere che verrà utilizzato al 50% delle capacità.
Molto meglio impiegare un perito che verrà utilizzato al 100% e, se non basta, la parte che no si riesce a fare si affida ad un consulente esterno pagato per l’occasione quando serve e solo se serve.
All’estero fanno diversamente in quanto hanno per lo più multinazionali anzicché PMI e quindi possono permettersi di impiegare figure elevate a tempo indeterminato perché qualcosa glie la trovano sempre da fare.
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Conosco infatti 3 persone laureate in ingegneria che hanno mandato il curriculum in Italia e sono stati contattati da un’azienda informatica, questa azienda cercava figure specializzate in databases, loro hanno detto di essere ingegneri informatici, ma non sono stati presi. Hanno fatto girare i curricula un pò in tutto il mondo, fino ad essere stati chiamati in Svizzera.

L’azienda cercava periti con esperienza in un specifico settore. Rientriamo a quanto detto prima.
Inoltre i tuoi conoscenti sono stati in pratica esiliati dalla nazione perché, parliamoci chiaro, non c’è nessuna fuga di cervelli, esiste solo un esilio di cervelli…
Ma non vengono eisliati per cattiveria o perché la gente è malvagia. SI creano queste situazioni perchè arriva gente come te supponente e nessuno vuole averci a che fare.
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ecco la “famigelata” firma di un ingegnere.

Che tra l’altro in svizzera non ha valore e considera pure che non hanno manco il valore legale del titolo di studio.

In Italia avrebbero messo un perito iscritto al collegio a capo a firmare e i tre dottori in informatica a lavorare risparmiano un sacco di soldi… 🙂
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Sicuramente ti starai chiedendo perché mi sono laureato in ingegneria. Perché essendo prof all’itis (di laboratorio) se prendo la laurea in ing. magistrale posso fare il salto a prof di ruolo. Altrimenti col cavolo che mi vedevano all’uni.

20 06 2012
Nicola

Dal punto di vista delle competenze, la laurea in ingegneria informatica (parlo da studente del vecchio ordinamento, che ora fa parte del team di sviluppo di un’azienda che si occupa di ITS) ha un valore aggiunto notevole, soprattutto se si orienta il piano di studi verso esami specifici, spesso purtroppo evitati da molti studenti come sistemi di elaborazione, inpianti ecc. (non so che nomi hanno nell’attuale piano di studi).

Lo noto nella quotidianità lavorativa, nel confronto con i colleghi, le conoscenze e la preparazione di base rispetto a chi ha fatto solo il triennio, o altri studi, pur ricoprendo ruoli simili, nonostante le indubbie competenze, sono diverse. L’ingegnere informatico ha una visione di insieme dei progetti, che non riguarda solo ed esclusivamente il progetto e l’implementazione, ma anche valutazione di quelli che sono i benefici, i costi, i rischi, ecc.

Il problema è che tutto ciò che riguarda le conoscenze e le capacità non sono filtrate in alcun modo dalle imprese in base al titolo posseduto.
Chi ha studiato in materie umanistiche, ma sa smanettare con qualche linguaggio di programmazione, ha le stesse probabilità di diventare project manager di un laureato in ingegneria informatica. Ovviamente in tal caso gioca molto il fattore esperienza: quello che lo studio non ti da, puoi recuperarlo con l’esperienza, ovviamente se ne hai le doti e le capacità.

Da un certo punto di vista, potrebbe sembrare giusto e corretto: va avanti chi dimostra competenze e capacità indipendentemente dalla provenienza, ovviamente in un contesto in cui si applica la meritocrazia (cosa non sempre vera). D’altro canto si devalorizzano tutti quegli studi e titoli specifici del settore.

In campo edilizio un geometra può firmare progetti, limitatamente a determinate casistiche, oltre le quali subentra l’ingegnere o l’architetto. E questo è giustissimo! In campo informatico no, proprio perché non c’è controllo.

Gli unici settori in cui è richiesto il titolo sono quelli relativi alla pubblica amministrazione (nell’ambito del piano di digitalizzazione della PA), ma per il resto non serve essere ingegnere informatico per occupare il posto di project manager in un’azienda privata.

Ciao.

21 08 2012
Dottore in Ingegneria Informatica

Sei proprio uno sfigato…non hai capito niente dalla vita e soprattutto dall’ingegneria…
Se poi si considera che sei anche laureato in Ingegneria Informatica, sei doppiamente uno sfigato…

16 09 2012
pasquale

Ho fatto 18 CFu di programmazione su 180…tu non hai mai visto un corso di studi in ingegneria informatica vero?

24 12 2012
Alessandro

Ciao,
sono un ingegnere informatico laureato da poco. Suppongo che tu stia confondendo la figura del programmatore con quella dell’informatico e dell’ingegnere informatico.
Le definizioni che tu hai preso in considerazione sono molto imprecise.
Per fare il programmatore C/C++ o Java non serve la laurea, e molte imprese (specialmente in Europa) se ne fregano del titolo, ma fanno test per vedere quello che sai fare nella realtà.
Fisica/Chimica/Analisi matematica/Geometria servono molto a un ingegnere informatico. La Fisica e la Chimica, facendo materie come elettronica, elettrotecnica e altre materie di elettronica e automazione (che non fanno gli iscritti in informatica) sono indispensabili. Idem per Analisi Matematica e Geometria.

C’è molta confusione riguardo questa professione, che molti pensano sia
“quello che ripara computer”
“quello che mi ruba la password”
“quello che programma”

tutte cose che un ingegnere informatico o un informatico potrebbero fare, ma la disciplina è molto più ampia. Quando si va sugli algoritmi di controllo, robotica, studio in frequenza dei segnali (e qui analisi e fisica servono, credimi), fenomeni stocastici, system on chip (geometria e matematica), microfluidica (chi ha detto che i segnali debbano essere trasportati per forza con segnali elettrici?), intelligenza artificiale e altro non basta saper programmare in C/C++.

Non voglio togliere nulla agli informatici, che praticano studi più teorici e più legati all’aspetto matematico dell’informatica (complessità, prestazioni, ecc…), ma sono facoltà diverse, inutile considerarle:
“uguali ma ingegnere fa più figo”

Infine, sebbene l’ordine degli ingegneri non tuteli assolutamente la figura dell’ingegnere dell’informazione (a cui possono aderire i laureati in ing. informatica, ing. delle telecomunicazione, informatici e mi pare anche ing. dell’automazione) qualcosa sembra si sia muovendo. Se fai un sistema di sicurezza informatico/elettronico, chi dovrebbe mettere la firma sull’affidabilità del sistema? Se il database dell’università, con tutte le carriere degli studenti, viene danneggiato e si perdono 500k lauree e percorsi di studi, che si fa?

Oggi si ci sta rendendo conto che l’informazione digitale è pesantemente sottovalutata, la firma di un ingegnere dell’informazione comincerà ad avere valore quando le autorità “competenti” si renderanno conto dell’errore.

Scrivo qua perché anni fa ebbi lo stesso dubbio. Spero che possa essere di aiuto a qualcun altro, mentre pensa di fare questa scelta.

19 01 2013
Gabrer

Esempio: prova far progettare e implementare un software di DSP (Digital Signal Processing) ad una persona che non ha mai fatto integrali o geometria per bene… Al primo integrale o prodotto scalare da implementare, alla prima FFT da interpretare arriverà il panico.

Trust in me, i’m engineering!

Detto ciò l’informatica tra tutte le ingegnerie forse è quella che maggiormente si presta ad uno studio autonomo, pertanto non è raro vedere persone qualificate senza studi accademici.

8 02 2013
Informatico

Che la laurea in informatica sia inutile beh..dipende. Se hai il max dei voti forse puoi trovare qualcosa di decente ma altrimenti puoi al max aspirare a lavorare in qualche call center o come help desk. Io mi sono laureato nel 2002 quando la crisi dell’informatica era appena iniziata e poi dopo 110 cv spediti e due colloqui rimediati sono riuscito ad avere il mio primo impiego in un contact center come help desk schiavo a 600 euro al mese per 10 ore al giorno e se andava di culo ci stava la pausa per mangiare un panino. Scappato per la disperazione (in una delle ultime settimane sono entrato per ben due giorni alle 8:30 e uscito alla 1 di notte senza 5 minuti di pausa) ho trovato una aziendina vicino a casa. Ottime prospettive: “qui imparerai un sacco di cose sul software: il capo e’ uno dei migliori programmatori di Italia!” Risultato: ora dopo 10 anni porto ancora in giro scatoloni contenenti pc con il mio carrello, imballo e sballo scatoloni e ogni tanto faccio qualcosina con linux…so visualizzare i files di una directory ed editarli con vim. Ho cercato altri lavori dal 2007 in poi ma il nulla piu’ assoluto. Ho provato anche a lavorare sabato e domenica come pony express per provare ad entrare nel mondo dei bar/pizzerie ma dopo 6 mesi a lavare piatti e stoviglie non si andava da nessuna parte. Un anno fa ho fatto un corso di reti cisco spendendo tempo e danaro e studiando di sera. Ho poi mandato in giro dei cv. Risultato? Il vuoto. Ora studio per un’altra certificazione ma questa volta e’ l’ultima, dopodiche’ mollero’ tutto e me ne andro’ da qualche parte, magari trovero’ qualche posto come cameriere in qualche citta’ europea se saro’ fortunato. Perche’ e’ questo quello che ci vuole nella vita, fortuna, solo ed esclusivamente fortuna. Niente piu’.

8 02 2013
Nicola

Ciao,
Mi dispiace che tu abbiamo avuto poca fortuna e, in parte, è vero serve fortuna e serve saper cogliere le occasioni che la vita offre per non rimaner fregati o comunque ritrovarsi a fare qualcosa di diverso rispetto alle proprie aspirazioni.

Tornando al problema sollevato mi permetto di dissentire da alcune tue osservazioni:
– “Se hai il max dei voti forse puoi trovare qualcosa di decente ma altrimenti puoi al max aspirare a lavorare in qualche call center o come help desk”

Non lo trovo del tutto vero, il massimo dei voti ti serve a poco, se nella sostanza non hai capacità. In ambito universitario il massimo dei voti può aiutarti in qualche concorso o bando di ricerca, ma nel mondo del lavoro, per lavorare in impresa ti serve a ben poco.

– dopo 110 cv spediti:
IMHO, è praticamente inutile spedire curriculum a manetta. I curriculum devono essere a mio avviso studiati e mirati e devono esaltare le tue capacità rispetto all’obiettivo che vuoi ottenere.

– Un anno fa ho fatto un corso di reti cisco spendendo tempo e danaro e studiando di sera
Onestamente credo che le certificazioni siano solo un modo per spendere inutilmente e male i propri soldi. E’ vero che alcune aziende richiedono il possesso di determinate certificazioni come requisiti minimi, ma non servono nella pratica a nulla.

C’è da dire inoltre che nell’ambito dell’informatica bisogna essere preparati e pronti. Non ci si deve accontentare degli studi fatti. Stai promuovendo la tua figura professionale che, in questo campo, deve essere preparata, aggiornata in un mercato in costante crescita.
Tutti possono scrivere software (per quanto possa fare schifo il codice prodotto) e per farlo quindi la laurea ti serve a poco, la differenza per chi è laureato in discipline informatiche la fanno le competenze tecniche e il differente approccio sistemico ai problemi, la flessibilità e la forma mentis per passare da un dominio applicativo all’altro. Serve anche l’esperienza, serve anche lo studio, il continuo aggiornamento verso discipline, tecniche e tecnologie nuove.

Purtroppo il mondo dell’informatica è divenuto, almeno in italia, una giungla, e spesso bisogno farsi strada con gli artigli usando un pizzico di furbizia (oltre che di fortuna).

E’ uno dei motivi per cui molti tentano anche all’estero.

Saluti e buona fortuna per la vita.

8 02 2013
Nicola

PS: perdona gli errori di ortografia , ho scritto di getto 😀

19 03 2013
lukkio

Sono un ingegnere informatico triennale che a brevissima prenderà la magistrale, a Palermo. Leggo e rileggo molto spesso le discussioni in questo articolo, soprattutto per seguirne gli sviluppi (lo trovo molto interessante anche nei suoi scambi più pesanti). Volevo esprimere la mia opinione in merito ad alcuni punti:

Non so come le faccia un informatico puro le materie analoghe a ingegneria, che a parte le elettroniche ed elettrotecniche sono molto simili a quelle di ingegneria, anche materie base quali matematiche e fisiche.

Io in ogni caso penso che questa eterna diatriba nasce dal fatto che i due corsi sono mal gestiti, ad esempio qui informatica e ingegneria informatica come piano di studi si assomigliano abbastanza (almeno alla triennale) alla magistrale non so il piano di studi di informatica.

Onestamente penso che gli informatici dovrebbero avere un taglio più teorico (cioè maggiormente orientato alla ricerca tipo matematici e fisici per farla breve).

Un ingegnere informatico dovrebbe fare materie come programmazione si, ma non in dosi esagerate perchè non ha veramente senso (si dica quel che si voglia ma l’università a mio avviso deve dare la forma mentis non deve insegnare a lavorare in senso stretto ma ad essere autonomo nei ragionamenti). Dovrebbe dedicarsi maggiormente a materie tipicamente ingegneristiche parlo ad esempio di fisica tecnica, onde elettromagnetiche, elaborazione numerica dei segnali, ecc.

Faccio un esempio stupido per chiarire il mio pensiero
Un informatico puro dovrebbe elaborare modelli matematici per alcune applicazioni tramite la ricerca pura, ad esempio è noto che la compressione JPEG si avvale di trasformate coseno discreto (parenti di Fourier).
Ma un ingegnere informatico io ce lo vedo benissimo (e alcuni lo fanno) a progettare centraline elettroniche intelligenti per la gestione di impianti termici di grattacieli…

Ora ovviamente se si vogliono elaborare nuovi modelli matematici bisogna avere una fortissima base matematica che un ingegnere comune non può avere… quindi studiare molta matematica (topologia, analisi funzionale, informatica teorica ecc, ma ovviamente conoscere la giusta programmazione che permetta di fare esperimenti).

Ma se si vuole progettare o almeno fare un prototipo per la centralina che ho citato prima bisognerebbe avere conoscenze sui sistemi digitali (magari tecnologie fpga, programmazione VHDL) ma anche elementi di fisica tecnica (quindi come funzionano gli impianti in generale, o gestione del raffreddamento di impianti elettronici), ma anche C per la programmazione del sistema, così come intelligenza artificiale per la gestione delle temperature dei vari piani dell’edificio.

Questa è la mia visione ideale della cosa che è inattuabile qui in italia ovviamente. Nella pratica molto spesso le due figure collaborano e secondo me è giusto così.

Rimane vero in ogni caso che la figura dell’ingegnere informatico è veramente svalutata, parlo in particolare per la libera professione, perchè se si insegnasse ad un ingegnere informatico a fare veramente l’ingegnere informatico probabilmente questa mala opinione della nostra presenza sull’albo nemmeno verrebbe a nascere, in quanto l’ordine stesso rivaluterebbe la nostra figura nel giusto verso.

Però secondo me è INDUBBIO che l’ingegnere informatico rispetto all’informatico puro, proprio in virtù delle sue conoscenze ingegneristiche di base, ha una autonomia più ampia di un informatico puro negli approfondimenti non necessariamente legati alla programmazione (ripeto che secondo me sono cosa minima) e quindi può essere fonte di innovazione con probabilità maggiore di quanto non possa esserlo un informatico puro.

Io qua vedo che molti litigano però oggettivamente vedo che gli informatici fanno della programmazione il loro cavallo di battaglia (e può andare bene) ma gli ingegneri fanno del loro cavallo di battaglia le conoscenze ingegneristiche (anche minori rispetto ad altri ingegneri). Di conseguenza secondo me si può dedurre che per forza di cose un ingegnere informatico potrebbe sapere applicare meglio le sue conoscenze rispetto ad un informatico puro, ecco perchè secondo me oggi come oggi la figura dell’ingegnere informatico può essere un sinonimo di innovazione.

Ricollegandomi ai ragazzi che sono indecisi su che facoltà fare (tra ingegneria informatica e informatica) secondo me non devono guardare molto ai guadagni in se e per se, perchè secondo me oggi stiamo tutti male vista sta cavolo di crisi, ma deve guardare alle conoscenze che l’università gli offre ma guardare se quello che andranno a studiare sarà affine al loro modo di pensare e crescere.

Non penso che per la gente media oggi esistano strade che gli diano prospettive sicure di carriera o no, quello che uno può fare è principalmente scommettere su se stesso. Tanto una cosa che penso non morirà mai è che se sei bravo prima o poi qualcuno sicuramente ti noterà (che sia un piccolo investitore che creda in te, o una grande azienda multinazione).

Dovete muovervi nell’ottica che VOI futuri ingegneri, soprattutto oggi, DOVETE far guadagnare qualcuno, perchè se quel qualcuno guadagna questi sarà sempre dipendente dal vostro saper fare, e quindi per consentire a VOI di far guadagnare LUI lui vi darà tutti i confort (economici e non) di cui avete bisogno. Attenzione che secondo me potreste essere voi stessi a investire sul vostro talento.

22 04 2013
Rod

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12 07 2013
Alessandro

che articolo penoso ahaha , la branca dell’ingegneria dell’informazione è quella che attualmente “sforna” i dottori in ingegneria più preparati. Cosa servono matematica,fisica,geometria…??? neanche meriti risposta ahahah ma d’altronde da uno con un nickname del genere, c1rc0(uno pseudo codice alfanumerico/binario xD…), cosa si ci poteva aspettare!!!

9 08 2013
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25 09 2013
Omega

Ciao,
sono giunto a questo blog per sbaglio e devo dire che sono rimasto disarmato dalle affermazioni dell’autore, un ovvio esempio di ingegnere informatico pentito.
Partiamo dalla formazione triennale (perchè secondo me a quella ti sei fermato, purtroppo): anche io pensavo che esami come Analisi Matematica, Algebra e geometria, Metodi Matematici etc fossero inutili, ma andando avanti con gli studi ho capito che sono le basi per argomenti molto più interessanti ed attinenti al nostro ruolo e che ci differenziano (un informatico non penso conosca le problematiche di un canale wireless o l’implementazione di un controllore semplice come un cruise control).
In secondo luogo affermi che l’ing. informatico non è per nulla diverso da altre figure per il semplice fatto che in molti sanno programmare in c++ : affermazione quanto mai errata, visto che da studente di ing. informatica avresti dovuto capire sin da subito che il fine non è quello di formare un programmatore ma ben altro. Ho capito quindi che la tua aspirazione è la programmazione, quindi sei semplicemente frustrato perchè a suo tempo non hai capito qual era la strada da seguire e quindi iscriverti a scienze informatiche.
Sempre su questa scia controbatto anche al fatto che secondo te un ing. informatico magistrale non ha nulla in più rispetto ad un triennale…SBAGLIATO! La magistrale offre corsi con una grossa componente pratica…infatti pensa che l’80% degli esami prevedono lo sviluppo di progetti di gruppo (come nella realtà lavorativa) ed individuali, e non stiamo parlando di programmini in c++ ma di progetti di media complessità di taglio anche industriale utilizzando strumenti professionali.

Infine voglio rispondere agli informatici, che non vedo come rivali ma che non reputo nemmeno superiori. Da quel che ho capito il rapporto tra un ing. informatico che lavora sul ramo software (sì, perchè può lavorare a livelli diversi) ed un informatico (che solo software capisce) è quello tra un architetto ed un muratore (con tutto il rispetto per la categoria), dove quest’ultimo deve metter su (implementare) il progetto dell’architetto.

Ovviamente con ciò non voglio denigrare gli studi in scienze informatiche, è una semplice questione di gusti, attitudini ed aspirazioni!

Ciao!

17 06 2014
ste

“Scienze informatiche” non esiste: esiste un percorso di studi in Informatica.
La laurea magistrale in Informatica e’ titolo per l’accesso all’esame di stato e alla professione di Ingegnere, sezione Ingegneria dell’informazione.
Non mi risulta che il muratore possa fare l’esame di stato in Architettura… quindi ti consiglio di informarti meglio su cosa studia un informatico. Spero di fare una diagnosi sbagliata, ma ho paura che questo tuo pregiudizio derivi dalla scarsa preparazione sulle materie informatiche e dalla conseguente ristrettezza di vedute che hai ricevuto a ingegneria. Tu confondi l’informatica con la programmazione: forse perche’ ti mancano alcune nozioni tra algebra, matematica discreta, logica, algoritmi, complessita’, computabilita’, calcolo numerico, ingegneria del software (si’, ce ne sono svariati crediti nel curriculum degli informatici), teoria dei linguaggi, probabilita’ e statistica, sistemi paralleli, concorrenti, distribuiti, reti, applicazioni di rete, programmazione “in the large”…

22 12 2013
Ingegnere sottopagato

Ingegneria informatica come laurea dovrebbe sparire dalla faccia della terra!
E’ semplicemente un “prodotto universitario” creato sull’onda del falso prestigio di quello che era un tempo l’ingegnere “all’italiana”
(mito creatosi nel boom economico degli anni ’60);
insomma un riciclo in salsa “informatica” di una figura un tempo prestigiosa a cui (fuori dall’uni) non frega niente a nessuno,
Ricordate che l’universita’ vende prodotti (lauree) e percio’ adotta strategie di marketing (di cui siamo stati vittime in molti)
chiedetevi perchè all’estero questa figura non esiste (infatti o fai Electrical & Communication Engineering, oppure Computer Science).

E’ inutile stare qui a discutere del sesso degli angeli, ma per il mondo del lavoro non c’e’ assolutamente nessuna differenza
tra ing Informatica , Informatica e ing Elettronica (e qualcosa di simile); tanto nel 99% dei casi tutte queste figure finiranno a picchiare
tasti per il resto della loro vita per 10 ore davanti ad un monitor del modello piu’ economico; auguro loro che il rincoglionimento
(come forma di anestesia) avvenga il prima possibile in modo da non rendersi conto piu’ di nulla (oggi mi sento buono)

Il discorso perito vs laureato ormai non regge piu’: era una distinzione che aveva un senso per quelli della vecchia generazione
tanto sto vedendo di persona che qualunue operaio che voglia prendersi una laurea oggi puo’ farlo tranquillamente: la riforma
3+2 ha dato la laurea a cani e porci, e vedo sempre piu’ gente che prende una laurea triennale molto tardi giusto per metterla
sul cv.
Se la passano meglio forse gli informatici “veri” (cioe’ non riciclati) che (vedo) tendono a fare piu’ carriera di altri
(contano soprattutto un maggior entusiasmo per che li porta a “skillarsi” nel tempo libero e a “prostituirsi” per i datori di lavoro con gli straordinari non retribuiti).

Io (ahime’) appartengo alla categoria piu’ sfortunata in assoluto: quella degli ingegneri ELETTRONICI. E dire che ho fatto la laurea vecchio ordinamento sorbendomi esami difficilissimi come Analisi 2, Fisica 2, Campi Elettromagnetici. E pensare che sognavo di progettare
CIRCUITI ELETTRONICI all’avanguardia, dirigere team di tecnici superskillati; e questo non c’entra nulla con l’inforamtica, campo
in cui ho dovuto mio malgrado lavorare.
e invece.. eccomi qua a fare il programmatore nell’ennesima agenzia di consulenza in cui ogni giorno mi chiedo che cosa ci faccia (per fortuna
il contratto scade tra 2 mesi). Non posso nemmeno incolpare me stesso: tutti i miei colleghi elettronici hanno fatto la stessa fine:
programmatori, programmatori, programmatori… tutti come scimmie ammaestrate a sbattere le mani sulla tastiera per sbarcare il lunario
in stanze maleodoranti in un clima di totale incompetenza, totale mancanza di professionalita’, pressapochismo, ecc.ecc sui PC piu’ economici che esistano: pure mia nonna potrebbe aprire una agenzia di “consulenza”(ROTFL) domani con i costi quasi nulli che comporta

ormai in italia anche un ing elettronico è equiparato ad un programmatore.

Il mio consiglio è questo: se volete lavorare come programmatori e un giorno fare carriera come informatici (magari nella speranza di dirigere
qualche team di scimmie ammae..ops pardon softwaristi) fate informatica.
Se invece volete fare l’ingegnere, fate ing civile o edile: l’unico ramo “vero” di ingegneria.

23 12 2013
Francesco

Attenzione: all’estero esiste il “Computer Engineer” e anche se non è una figura professionale ben definita “all’italiana” ha un suo perchè (non a caso tanti laureati in Ingegneria Informatica lavorano in Silicon Valley).
Per il resto come fai a definire che non significa niente se non sei neanche lontanamente Ing. Informatico? Il fatto che tutti diventano programmatori è un effetto dell’evoluzione informatica (e non è così male), il fatto che vivi di consulenza è un problema di carriera..

Detto questo, il mercato informatico si sta evolvendo e se vuoi fare solo il programmatore Java o SQL non ti serve manco una laurea (che fa più figura che altro), ma se ad esempio vuoi infilarti in rami complessi (come ad es. gli embeed system) scoprirai a cosa serve formare una figura particolare come l’Ing. Informatico. Certo che diventano tutti “programmatori”, ma è parecchio differente fare programmi in Java o ricompilare un kernel in modo che tutti i moduli di una board ARM possano interagire con i vari sensori e componenti elettronici della centralina di un’auto..

Il prestigio della figura di “Ingegnere” certo rimane solo ai civili e pochi altri che mettono firme a progetti e seguono cantieri. Un Ing. Informatico tipicamente non ha bisogno di esame di stato e firme ai progetti, diventa più l’equivalente di un Computer Engineer estero, con la differenza di avere una formazione molto superiore rispetto ai colleghi esteri: certo poi ognuno può scegliere di usare la sua laurea per farsi una vita, un lavoro e una carriera, oppure farci aeroplanini di carta perchè non è capace a farci altro…

14 01 2014
Ingegnere sottopagato

ing informatica non è molto distante da ing elettronica con indirizzo “computer” (cioè quello che ho scelto io a suo tempo ), quindi non è corretto dire che non conosca ingegneria informatica. In piu’ sono in buoni rapporti con moltissimi ingegneri informatici e seguo la loro carriera e vedo la fine che fanno
Ah… “formazione molto superiore rispetto ai colleghi esteri”… sei proprio sicuro? Guarda gia’ il fatto che un italiano mediamente entra nel mondo del lavoro MOOLTO piu’ tardi rispetto ad un collega estero (pure la nostra scuola superiore è sfigata dato che noi abbiamo 5 anni mentre in altri paesi dura 4) è un segnale che qualcosa non va. Ai miei tempi la media per laurearsi col v.o. era 7/8 anni. In Germania l’uni è un po’ piu’ facile ma non si scherza: sgarri un anno e sei fuori, punto e basta: pronto per friggere patatine e servire BigMac per il resto della vita idem in USA e UK.
Cioe’, non è come in Italia,dove l ‘universita’ è un parcheggio “sociale” per cazzeggiare, vivere sulle spalle dei genitori anni e anni e scaldare i banchi della aule e regalare tasse su tasse x riscaldare la poltrona di quattro professori rincoglioniti.
L’universita’ italiana è incredibilimente teorica e inutilmente nozionistica. Ad elettronica siamo andati 3 volte in totale in laboratorio: non so se col nuovo ordinamento la situazione è cambiata…. ma ai miei tempi l’unica salvezza per poter capirci qualcosa di elettronica “pratica” era aver fatto il perito industriale e NON l’inutile liceo.

Molti hanno proposto come soluzione quella di trasferirsi all’estero per abbandonare lo schifo dell’IT italiano.
L’idea è buona ma c’e’ un grosso problema di tipo culturale.
Fermo restando, che con una raccomandazione (o conoscenze ecc.) vai dappertutto e sfondi dove vuoi,il vero problema è che all’estero i datori di lavoro vedendo un cv italiano, non riescono a capire perchè:
-ci mettiamo cosi’ tanti anni a laurearci (uni troppo nozionistica con materie inutili giusto per perdere tempo: a che serve chimica ad un informatico?)
-cambiamo cosi’ tante aziende in pochi anni (vai a spiegare che in italia si campa con ridicoli contrattini a progetto saltando da azienda in azienda)
-facciamo lavori che non c’entrano nulla con gli studi (spiegami perchè un ingegnere elettronico equivale ad un programmatore java roba che succede solo in italia)

L’italiano medio poi è CAPRA nelle lingue. Anche popoli di culture lontane come asiatici ci battono alla grande con la conoscenza dell’inglese!
Solo noi italiani facciamo una grande fatica a parlare le lingue straniere: in parte non è colpa nostra (si tratta di un’ impostazione delle corde vocali che per i popoli latino-mediterranei è strutturata in un certo modo, lo stesso accade per gli spagnoli infatti). Ma si tratta di un handicap su cui spesso facciamo ironia senza nemmeno renderci conto della gravita’ della situazione!

-aggiungi i pregiudizi sugli italiani: esperti solo di pentole e mestoli, fiacchi, presuntuosi ed inaffidabili ecc.ecc e capirai perchè all’estero un ingegnere italiano puo’ solo aspirare a pulire i piatti nelle cucine maleodoranti dei ristoranti italiani insieme a pachistani indiani indonesiani bengalesi e altri del terzo mondo (terzo mondo a cui presto apparterra’ anche l’italia)
Buona giornata a tutti!

14 01 2014
Francesco

Cioè tutto quello che dici si basa su dicerie e poco altro? su qualche “collega” e su una tua laurea “non proprio uguale”? maddai…

Se facessi un breve giro in quell’estero che, a quanto pare, ti spaventa tanto, vedresti che le lauree italiane sono tra le più rinomate (basti fare un giro in Silicon Valley, alla Berkeley o a Stanford..). E non lo dico io, lo dicono le aziende e i nomi dei partecipanti ai progetti innovativi sviluppati all’estero.

Poi, se facessi un giro nelle università ora (o meglio nei poli di ingegneria informatica) ti renderesti conto che forse sei rimasto un po’ indietro nel tempo: le probabilità di assunzione, i tipi di impiego e la qualità dei laureati è al top tra i titoli di studio e tra i mercati in crescita.
Certo è tutto teorico, ma che c’entra con l’argomento di cui si parlava? Se critici Ing. Informatica in quanto tale, tutti gli Ing. Informatici ti daranno contro; se critichi il sistema universitario tutti saranno d’accordo con te.

Ah, ottima la barzelletta delle corde vocali, ma gli italiani all’estero in realtà parlano molto bene le lingue straniere, perchè al di là delle fesserie, gli italiani sono abituati a sbattersi per arrivare all’eccellenza. Certo è probabile che non ne trovi all’estero, ma è solo perchè parlano talmente bene che non li riconosci..

15 01 2014
SD

Tanto un ingegnere informatico sempre a mangiare m***a facendo cose di m***a per uno stipendio di m***a si finisce …

15 01 2014
Francesco

Beh, tirocini che partono da 600€ al mese e apprendistati da 1400€ non sono poco (molte altre lauree fanno carte false per avere questi stipendi iniziali).
Di sicuro se il tuo livello di competenza è pari alla tua grammatica, allora si capisce che mangi m***a. Ma non dare la colpa all’Ing. Informatica, ma alla scuola elementare.

15 01 2014
SD

Tipico atteggiamento del presuntuoso sindacare sulla grammatica altrui … poi per i tirocini da 600 euro al mese e gli apprendistati da 1400 euro … beh lasciamo proprio perdere, quelli forse li vedi solo tu …
Sciaoooooo

15 01 2014
Francesco

Più che “presuntuoso” direi “preciso” ed è una caratteristica che ho sviluppato in quanto ingegnere. Per gli stipendi di cui sopra,o non sei un ingegnere o non hai manco guardato gli annunci: sto concorrendo proprio in questi giorni per quelle posizioni (e parlo di aziende da 400 dipendenti).

A quanto pare tutti che sanno “come funziona”, ma nessuno va a fare i colloqui..colloqui nel mondo vero intendo..

15 01 2014
SD

Ecco, bene, allora come saprai, una delle regole d’oro per un ingegnere è: mai fermarsi alle apparenze.
Con riferimento al tuo appunto sulla precisione, ti invito a pensare che potrei essere straniero, aver scritto di fretta o aver pensato, scritto e riadattato il mio messaggio più volte (e dopo aver cambiato forma alla frase 4-5 volte, qualche strafalcione può scappare).
Detto questo, gli stipendi entry-level del “mondo vero” li conosco bene (almeno in Italia) e non per sentito dire …

Pace e bene

13 06 2014
andrea

Salve, credo è sono sicuro che la vostra definizione riguardo INGEGNERIA E ‘ SBAGLIATA. COME ANCHE È SBAGLIATA LA DEFINIZIONE DELLA PAROLA INFORMATICA. SIETE MOLTO LONTANO. DALLA REALTA’ . inoltre dovete considerare molte altre figure, che operanoo allo stesso modo che non sono ingegneri o informatici. Come : programmatori. Matematici. E molte altre figure abbastanza importanti. Design. Per questo motivo voi siete molto lodano sia per definizione sia come spiegazione. Del significato delle parole.

24 10 2014
diego

Sono Diego anni 40 attualmente in cassa integrazione da ben 18 mesi, sono BIdiplomato, in elettronica, ed elettrotecnica ( perito ) e per non alienarmi mi sono iscritto alla facoltà di ingegneria informatica all’università telematica uninettuno, ho già dato quattro esami, due di matematica e due di informatica, sto preparando quello di fisica, debbo comunque precisare che la matemematica appresa alle superioriori non è paragonabile a quella dei due esami di analisi appena supportati.
Mi sono deciso a rispondere , dopo aver letto quasi tutte le vostre inserzioni e devo dire molto contrastanti, il mio pensiero comunque è questo, un livello scolastico più elevato a parità di persona procura inevitabilmente conoscenze superiori, di conseguenza capacità intellettive, atte a superiori capacità creative.Quello che io riesco o sono riuscito fin’ora a produrre come perito, sarà senz’altro una base di partenza e non un’arrivo nel caso di laurea in ingegneria informatica. Tutto stà come dicono dalle mie parti ( a Bergamo ) nel “MANICO” il manico è la persona , siamo noi poi a produrre con le nostre capacità il nostro destino, ed una laurea è un buon viatico qualsiasi essa sia. Il lavoro ideale non esiste o se anche esistesse dopo un po di tempo diventa routine, diventa noioso. Fossilizzarsi sui distinguo delle varie facoltà è controproducente, bisogna essere pragmatici, adattarci e sfruttare al meglio le nostre capacità, ovviamente a parole è facile ma se vogliamo sopravvivere ed imporci questa è la sola strada.

21 11 2014
Wafae

Io ho 13 anni e quest’anno faccio la terza media e con la scuola abbiamo parlato e fatto lo stage di due giorni nelle scuole che andremo a fare alle superiori, io ho sempre avuto la passione per l’informatica e voglio laurearmi in ingegneria informatica so che c’è la farò anche se certe persone dicono di no. E quello che hai scritto è vero però quando mi laurero in ingegneria informatica andrò da quelle persone (ke dicevano che nn c’è la facevo) e gli sbattero in faccia la laurea

7 11 2015
PC

Il compito dell’ingegnere è quello di innovare, cioè creare nuovi sistemi che funzionino sulla base delle leggi scoperte da fisici, matematici, informatici, chimici, dagli scienziati quindi, leggi che sono solo utili strumenti e niente più; un ingegnere non è un fisico e nemmeno un matematico, un ingegnere chimico non è un chimico, così come un ingegnere biomedico non è un biologo. Ma data la multidisciplinarità del problem solving, chè è la vera mission, gli ingegneri sono anche un po’ medici, fisici, chimici e informatici quando si interfacciano con i vari professionisti con cui collaborano.
Gli informatici di contro utilizzano la macchina solo come utile strumento per sperimentare come si muova all’interno dell’ambiente fisico e quali interazioni avrà con esso il “flusso” delle informazioni, il “dna” informatico che nasce, si riproduce, infetta, parla una lingua sempre più naturale e forse un domani, chissà, potrebbe anche pensare…
Gli Ingegneri e gli scienziati sono intellettuali di alta professionalità e non possono certo essere confusi con persone che per formazione non riescono ad andare al di là delle cose, affidandosi all’ipse dixit: quindi mi rivolgo a voi perit(acc)i e vi dico “fatti non foste a viver come bruti”, aggiornatevi e, mal che vada c’è sempre l’unitre!
Firmato: un liceale che per migliorarsi ha fatto anche perito e l’età c’è (la terza)

PS ma quanto siamo veramente quel che vorremmo essere…
Adesso i laureati in scienze politiche al potere ci dicono che l’informatica, così come l’ingegneria informatica sono il top, gratificando coloro che credono di aver fatto la scelta giusta, e intanto moriamo di fame perché non si vive di solo internet e smartphone se manca tutto il resto in un Paese.
Se però avessimo un soviet magari gradiremmo fare le ballerine al Bolshoi…

28 03 2016
Ing. Inf.

Ciao a tutti, non so cosa vi sia stato detto quando avete studiato all’Università italiota, ma sappiate che i docenti di oggi sono ormai tutti dei gran commerciali. Pavoneggiarsi per 1750 o 2000 euro al mese è da PEZZENTI rispetto al resto dei Paesi Area Euro. In Germania un operaio di fabbrica ignorantissimo ne prende 2500, basta varcare qualche kilometro oltre il confine, niente di particolare. E voi ancora a difendere i vostri ex docenti come quando fate il tifo per i nostri politici ?? hahahahahah che grasse risate a leggere questi commenti ! Per me è da “ingegneruncolo” o da “impiegato-programmatore” vantarsi di prendere più degli stagisti da 800 euro al mese o più di chi abbia avuto la “sfortuna” di rimanere in cassa d’integrazione per mesi (colpa sua che non si è mosso prima e merita la fame, basta, altro ingegneruncolo livello zeta che si è autoeliminato qualche anno dopo la grande laurea). Ai cari ex docenti, interessa vendere sta grande laurea per forza come fosse il futuro in assoluto per il mercato del lavoro. Loro a lezione ti prendono in giro dicendo che hanno fatto tanti soldi, chiamati per grandi progetti, grandissimi ricercatori livello NASA, grandi collaboratori di Intel, di IBM, di Microsozz, ecc… come quelle persone ormai ricche e famose che ti vendono il libro con scritto “COME DIVENTARE RICCO IN POCO TEMPO” ahhahaha ma quanti soldi avete speso ? quanto tempo avete buttato ? quanti libri gli avete comprato ? La laurea in Ingegneria Informatica per come è nata, non è altro che un banalissimo certificato da presentare all’Esame di Abilitazione. Chi prosegue il percorso formativo presentato dallo Stato italiano deve poi ottenere l’Abilitazione per poter iscriversi ad un Ordine degli Ingegneri. Per diventare realmente un vero Ingegnere con la grande “I” e senza prefissi Dott., deve iscriversi all’Ordine degli Ingegneri, pagare tanti dindini che non tutti hanno, staccarsi dall’INPS, aprirsi un bello studio di consulenza e di progettazione ed appartenere solo ad un Club puramente esclusivo: l’INARCASSA. Poi diventi CTU e solo a quel punto, facendo parte del Grande Club puoi firmare gli atti in tribunale come Ingegnere e come prescrive la legge italiana, il resto è tutto chiacchiere e distintivo. Tutte le lauree sono uguali quando ti candidi come schiavo !! vi hanno preso solo per i fondelli fino ad oggi !! SVEGLIATEVI !! non vantatevi !! aprite gli occhi !! USCITE DAL MONDO DI MATRIX ! un linguaggio di programmazione oggi s’impara GRATIS su Youtube ed i siti di freelancer oggi sono strapieni d’indiani e di cinesi che fanno i Progammatori a 10 dollari a giornata e voi rimanete a casa a pipparvi con i social grazie ai nostri politici italiani ! se sei schiavo, a cosa serve vantarsi di essere schiavo bianco o schiavo negro ? ti senti più figo perchè sei bianco, vero ? ahhahahahahahahahah poveri mentecatti ahhahahahahah tanto studio ma alla fine la tua vita la decide sempre un altro, le tue ferie un altro e se puoi mettere su famiglia sempre un altro !

7 04 2016
SD

Tristemente d’accordo…

6 07 2016
dan_src

Completamente in disaccordo. L’ingegnere informatico è un ingegnere a tutti gli effetti dato che, al pari dei colleghi, deve prendere in esame problemi e risolverli (questa è la definizione di ingegnere). Lo studio di Analisi, Geometria, Fisica è fondamentale nell’approccio dell’elettronica che, qualora non lo sapessi, è una conoscenza basilare per l’ingegnere informatico. Proprio l’alta integrazione Hardware/Software differenzia l’ing. informatico dall’informatico puro.

22 11 2016
aXm

Completamente d’accordo. Oltretutto l’analisi e la geometria danno delle possibilità non indifferenti nella creazione di algoritmi

22 11 2016
aXm

per caso sono finito sul tuo blog.
Ho letto tutti commenti dal primo all’ultimo ed arrivato qua a differenza di molti sono doppiamente convinto che ingegneria sia
un percorso di studi valido e con buonissie prospettive.
Tutto ciò però dipende da cosa tu vuoi ottenere, qualcuno più in alto ha commentato che forse se ti trovi qui a scrivere questo
sfogo è perche la tua strada era un altra e te ne sei accorto troppo tardi.
Per quanto riguarda la fisica e la chimica ti posso dare ragione mentre per l’analisi e la geometria no.
Penso sia una delle materie piu importanti che vi siano ad ingegneria. Il fatto è che bisogna trovare il loro campo di applicazione.
Per esempio più su ricordo di aver letto di come l’analisi sia utile nel data-minig, molti algoritmi di riconoscimento delle immagini
si basano sulle funzioni in due varibili (analisi 2). L’ottiimzzazione conbinatoria e l’esplorazione dello spazio delle soluzioni (da noi trattata nel corso di algoritmi) hanno basi sulle appliazioni lineari (algebra)
Negli ultimi tempi ho scitto alcuni programmi che mi consentono di analizzare dati e casistica grazie al’interpolazione lineare (spline,calcolo numerico)
il JPG, l’algoritmo di compressione di immagini, si basa sulla trasformata di furie coseno discreta (metodi matematici per l’ingegneria).
A me sembra che questo basti a far notare come non sono insegnamenti sprecati.
Oltretutto vi è la parte di elettronica. Se per esempio devo fare un software che interagisce con robot o degli attutatori o che so io…assumerò un ing elettronico solo per quello?
Io credo che la figura dell’ingegnere non sia come da te descritta. A mio avviso può ricoprire diversi ruoli e nei progetti di grandi dimensioni e che coinvolgono sia sofware che connesione con robotica può rivelarsi un ottimo
projec manager

Come ultimo punto chiederei un po’ più di rispetto da quelle persone che minizzano le conoscenze altrui e soprattutto lo fanno
quando non hanno avuto la possibilità di sperimentarlo personalmente.
Ho letto cattivi commenti con colui che scrisse che per chi ha fatto l’ITIS sarebbe convenuto saltare la triennale ed avere accesso alla magistrale.
Io concordo al 100%, io ed un mio amico(entrambi provenienti dall’ITIS) frequentiamo rispettivamente ing INF e INF pura ed
entrambi a fine triennale non abbiamo imparato nulla di nuovo per quantone concerne l’ambito informatico e di programmazione/reti. Non lo dico per vantarmi,assolutamente.
Per questo dico a chi non ci è gia passato di tacere quando non si sanno le cose.

26 12 2016
Andrea maio

Ma !!! Hai scritto “sciegliere”……mi sa che la laurea ti e’ servita ben poco, quindi hai proprio ragione

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